Cronaca di un anno di letture

Anno Satana: il titolo dell’album dei The Smashing Pumpkins si presta a definire questo dannato 2020. Un anno che vorrei lasciarmi alle spalle il prima possibile, ma che sento il bisogno di ripercorrere un’ultima volta, attraverso le mie letture. Non è mia abitudine volgere lo sguardo indietro per rianalizzare i testi letti negli ultimi mesi, ma questa volta – vuoi perché il mio solito giorno di pubblicazione coincide con Capodanno, vuoi perché questo è stato un anno sui generis – ho deciso di mettere nero su bianco le 12 parole chiave che mi hanno accompagnata nel 2020:

1. America

Sinclair Lewis Da noi non può succedere

Credo che tutti noi abbiamo tenuto il fiato sospeso in attesa dell’esito delle elezioni presidenziali. Dopo aver letto Da noi non può succedere, temevo che la Casa Bianca sarebbe andata di nuovo in mano al candidato in grado di fomentare gli animi e alimentare le divisioni. Sono rimasta preda dell’incertezza e del pessimismo sino allo spoglio dell’ultimo voto. Vi confesso che non mi sentirò del tutto tranquilla, sinché Biden non si sarà insediato.

Le mie letture “made in the Usa” quest’anno sono state dedicate all’America minore: la terra dei sogni infranti cantata con parole da venti centesimi da James Purdy e Sherwood Anderson; la nazione-matrigna, dove Razzismo e Discriminazione la fanno da padrone, contro cui Leslie Feinberg e Audre Lorde hanno levato il loro grido d’inchiostro.

2. Biblioteca (digitale)

La biblioteca della mia città ha chiuso a lungo i battenti. L’impossibilità di aggirarmi tra gli scaffali in cerca di nuove idee e la soppressione (per ovvi motivi) del servizio di book-crossing mi hanno spinta a disertare la mia principale fonte di approvvigionamento libresco. Mi sono così ritrovata a consultare diversi archivi digitali e a scoprire testi di pubblico dominio, quasi dimenticati, ma decisamente affascinanti come Del furor d’aver libri.

3. Classici

iliade impressioni di lettura

Negli scorsi mesi ho deciso di colmare alcune lacune decisamente imbarazzanti. Per esempio, mi sono finalmente decisa a leggere l’Iliade e lOdissea. Sono ritornata alle radici della nostra cultura per cercare delle risposte a questi tempi inquieti e per trovare conforto nella bellezza immortale dei versi di Omero. Mi sono concessa il lusso di una lettura dettata dalle mie esigenze, invece che dalle imposizioni di un programma scolastico.

4. Disperanza

Non è stato un anno allegro, mi sento quasi ridicola nel ribadirlo… In questo anno Satana ho avvertito più che mai il peso dei miei limiti, delle mie fragilità. Per questo motivo, mi sono rispecchiata nell’umanità travagliata a cui Giulio Cavalli ha dato voce nel suo ultimo libro. Mi spiace dirlo, ma, alla faccia del “team andrà tutto bene”, temo che il 2021 non inizierà bene: se non metteremo a punto la cassetta degli attrezzi che Cavalli ha invocato, se non “daremo una sistemata” alla nostra società, la disperanza continuerà a dilagare.

5. Ebook

La città senza cielo Jean Malaquais

Il mio 2020 è stato caratterizzato da una sorta di rivoluzione copernicana: il numero degli ebook letti ha superato nettamente quello dei volumi cartacei. Complici iniziative come Io resto a casa… e leggo, mi sono avvicinata a questo “nuovo metodo di lettura”. Ci sono stati dei contro, come gli occhi brucianti e la visualizzazione non certo ottimale da pc, ma ci sono stati anche dei pro inaspettati, primo tra tutti la scoperta di una casa editrice geniale come Cliquot (vedi L’uomo che diventò donna e La città senza cielo).

6. Escapismo

Seguendo le orme di Kavalier&Clay, in questi mesi ho cercato tra le pagine una via di fuga dalla realtà, un rifugio in cui potermi calmare, riflettere e prepararmi ad affrontare un mondo sempre più cupo. Ho viaggiato con l’immaginazione, spaziando dal Giappone incantato, popolato di kami, di Lafcadio Hearn alla Praga lunare e alchemica di Meyrink.

7. Lettore

l'ultimo lettore piglia

Quest’anno i miei percorsi di lettura mi hanno portata a interrogarmi sull’atto di leggere, ad andare alle radici del nostro oscuro scrutare tra le righe. Sono passata dalle Finzioni di Borges al celebre decalogo di Pennac, dalle investigazioni metaletterarie di Ricardo Piglia a un’inchiesta sui detective bibliofili. Al termine di questa indagine ho ottenuto una sola certezza: il lettore è una figura resiliente, capace di attraversare tempi incerti.

8. Peste

Inevitabilmente. Quando la pandemia è arrivata in Italia, sul mio comodino c’era una raccolta di racconti di Edgar Allan Poe: avevo da poco riletto La Maschera della morte rossa. Nei mesi del lockdown avrei potuto affidarmi alle parole di Manzoni o di Boccaccio, oppure avrei potuto incontrare di nuovo, con una diversa consapevolezza, Bernard Rieux. Invece ho sentito il bisogno di rileggere un altro libro: Nemesi di Philip Roth. Un libro che ci parla di sirene di ambulanze che squarciano il silenzio di giorni irreali e del timore del contagio, ma anche della speranza regalata da un vaccino.

9. Poesia

Di solito non frequento più di tanto questo genere letterario, ma nel dannato 2020 mi sono ritrovata a cercare conforto tra i versi. Forse perché le poesie hanno la capacità di colpirci dritti al cuore e perché ci offrono la possibilità di scorgere tra le righe messaggio diretto solo a noi. Sono passata dalle malinconiche liriche di Takuboku Ishikawa ai versi crepuscolari di Gozzano, per approdare alle poesie di Maya Angelou e Xu Lizhi.

10. Riletture

Le ho sempre rifuggite, per non confrontarmi con altre versioni di me stessa e per conservare intatto il fascino del primo incontro, ma la carenza di libri mi ha spinta a riprendere in mano i volumi che erano a disposizione sui miei scaffali. Una rilettura si è imposta tra tutte: L’opera al nero. Perché? Perché mi sono ritrovata a cambiare completamente opinione, a camminare accanto a un personaggio che da adolescente non ero stata capace di comprendere e apprezzare: ora capisco le inquietudini di Zenone e il suo bisogno di libertà – intellettuale, ma non solo.

11. Terrazzo

In tempi normali, pre-covid, leggevo quasi sempre in casa – spaparanzata sul letto, sul divano, in poltrona, talvolta persino seduta per terra. Invece quest’anno, ogni qualvolta avevo un libro cartaceo per le mani e ogni qualvolta il tempo lo permetteva, ho “spostato” le mie letture all’aperto. Il terrazzo è diventato la tolda di una nave immaginaria o il palcoscenico su cui prendevano vita le avventure dei miei eroi di carta. La lettura “da balcone” più intensa è stata Gridalo di Roberto Saviano, un testo che ha bisogno di aria, di respiro e di un orizzonte libero da pregiudizi.

12. Vita nova (altrimenti detta Resurrezione laica)

Non voglio concludere questo post con i canonici auguri di buon anno nuovo: lo scorso Capodanno la mia famiglia ne ha ricevuti più del solito e direi che non hanno portato particolarmente bene. Preferisco terminare la mia “cronaca di un anno terribile” con i versi simbolo dell’edizione 2020 di SalTO e con una canzone dei The Smashing Pumpkings, giusto per chiudere il cerchio.

13 pensieri su “Cronaca di un anno di letture

  1. Leggi gli ebook su pc? Dovresti usare un ereader. Non stanca gli occhi ed è molto comodo. Io continuo a leggere cartaceo soprattutto per alcuni autori o serie di libri. Leggere ebook è un’altra cosa ma non necessariamente in negativo. Ti consiglio un ereader retroilluminato per leggere anche quando non c’è molta luce. Ti auguro un nuovo anno ricco di buone letture!

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    1. Sei un promoter di ereader? Scherzi a parte, ho una serie di buoni motivi per restare fedele al pc, primo fra tutti il bisogno di poter già preimpostare le recensioni in fase di lettura (così come fa Pina de Il mestiere di leggere).
      Buone letture anche a te :)!

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  2. Bello questo percorso-riflessione. Ci ritrovo le tue proposte che hanno accompagnato questo anno insieme, con molte riflessioni e stimoli. Anch’io quest’anno ho letto più ebook rispetto al passato, mi sto abituando a questa modalità…. devo dire che anch’io, nonostante abbia un ereader, li leggo sul pc perché mi viene più facile il lavoro di analisi che faccio sui testi, la raccolta delle citazioni ecc.
    L’unico augurio che mi sento di fare a te e a tutti noi è il ritorno alla normalità. E tante belle letture!

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  3. Mi hai appena fatto rendere conto che non so se in media leggo più ebook o cartacei!😅 A occhio quest’anno ho letto più ebook (giocoforza, con la biblioteca chiusa), ma non so se per me sia poi così insolito. Di sicuro mai come quest’anno sono stata contenta che i libri si siano in parte emancipati dalla carta (anche se in casa i libri da leggere decisamente non mi mancano, sapere di non andare in biblioteca a rifornirmi a piacere è stato abbastanza traumatico…).
    Buon anno, nella speranza, quanto meno, di ritornare a giore delle piccole cose come il curiosare tra gli scaffali delle nostre biblioteche (visto che migliori proprio non ne usceremo).

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  4. Leggo quasi solo cartacei. L’Odissea l’ho letta, l’Iliade no, a parte qualche brano ai tempi in cui facevo il ginnasio. Nemesi di Roth è molto bello, come quasi tutti i suoi libri, del resto. Durante il lockdown di primavera, anch’io mi sono spostata sul terrazzo a leggere, e devo dire che questo mi ha aiutata molto. D’inverno è un po’ più arduo…

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