Solo per Ida Brown

Scena d’apertura di una crime fiction: tre poliziotti si accingono ad entrare in un campus universitario. La copertina della mia edizione, una ristampa economica, di Solo per Ida Brown (Gedi, 2018) è decisamente ingannevole. Il libro di Ricardo Piglia non è un semplice poliziesco: è un romanzo d’autore con la struttura di un noir. La copertina originale, invece, si presta meglio a descrivere quest’opera: gli agenti cedono il posto a un uomo solo, visto di spalle, che si staglia sullo sfondo di una babelica biblioteca.

Veniamo al titolo: le parole “solo per” ci inducono a pensare ad un gesto eclatante, a una ricerca compiuta nel nome di una donna amata e perduta. Invece il titolo originale, El camino de Ida, indirizza i nostri pensieri in tutt’altra direzione:

Il suo nome, Ida, nella mia lingua era un’azione, l’andata, il viaggio senza ritorno. Spetta a chi se ne va.

Ida se n’è andata: è un’assenza, il sapore di un bacio che indugia sulle labbra, un libro lasciato su una scrivania, una vita spezzata. Il professore argentino Emilio Renzi, la voce narrante del romanzo, dovrà seguire il cammino tracciato dalla sua amata e compiere un’indagine in suo nome. La sua inchiesta privata lo porterà a rendersi conto che le persone, così come i romanzi, possono avere più di un livello di lettura.

college new york
By Boliver19 – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52933182

Facciamo un passo indietro e ripercorriamo i passi di Emilio. Il professore è stato invitato a trascorrere un semestre alla Taylor University, nei pressi di New York. Nel giro di qualche giorno, l’insegnante di Lettere è rimasto folgorato da una sua collega: la bellissima e brillante miss Brown. Tra di loro è scattata subito la proverbiale scintilla. L’inquieto Emilio, sonnambulo preda di visioni notturne, sembrava aver trovato un po’ di pace. Una pace non duratura: Ida è rimasta vittima di un misterioso incidente che potrebbe ricollegarsi a una serie di sanguinosi attentati.

La fanciulla è morta: ora il corvo di Poe e quello di Frost volteggiano sopra la testa di Emilio. Com’è morta Ida? Come sono andate davvero le cose? A questo punto del romanzo, il protagonista dovrebbe mettersi alla ricerca della verità e calarsi nel ruolo del detective. Entrano in scena dei sinistri poliziotti, possibili antagonisti, e un Marlowe analcolico, un potenziale alleato. La sceneggiatura del classico noir hollywoodiano inizia a prendere forma: peccato che Piglia la abbia innaffiata di gimlet e le abbia dato fuoco ancor prima di prendere in mano la penna.

Questo libro non è un poliziesco canonico: se siete alla ricerca della solita sequela di interrogatori, indizi e possibili sospetti siete nel posto sbagliato. Non siamo qui per dare la caccia a Moriarty (anche se ci troveremo faccia a faccia con un personaggio che per certi versi gli assomiglia). Non dobbiamo provare a “superare in bravura” lo scrittore individuando subito il colpevole: l’imputato ci verrà consegnato all’improvviso, su un piatto d’argento, vanificando ogni nostra deduzione.

Solo per Ida Brown racconta la storia di un’indagine, ma di un’indagine prettamente letteraria. La chiave di volta del romanzo è nascosta tra le carte che la vittima ha “dimenticato” nell’ufficio di Emilio. Quale rivelazione si nasconde tra le pagine de L’agente segreto di Conrad, quale tragitto indicano le sottolineature-tracce lasciate dalla professoressa? Il cammino che dobbiamo intraprendere, el camino de Ida, è un percorso destinato a creare un cortocircuito tra realtà e finzione:

Non è straordinario che una serie di eventi, e il carattere di un individuo in carne e ossa, possano essere descritti attraverso la trascrizione di un’opera letteraria? Non era la realtà a permettere di capire un romanzo, ma il romanzo a rendere comprensibile una realtà che, per anni, era rimasta indecifrabile.

l'ultimo lettore piglia

Se vogliamo raggiungere il cuore di tenebra di questo enigma, dobbiamo consultare un altro libro di Ricardo Piglia: L’ultimo lettore, un saggio dedicato al mestiere di leggere. In quel testo è contenuta una lezione che dobbiamo tenere a mente, se vogliamo comprendere il vero significato di Solo per Ida Brown: chi legge deve osservare le parole dalla giusta prospettiva. Bisogna inforcare le lenti giuste, lenti da miopi, per rendersi conto che dietro il primo piano, dietro la struttura del noir, si nasconde un raffinato gioco metaletterario.

Questa indagine speculativa affonda le sue radici nelle Finzioni letterarie di Borges e, in particolare, nel giallo atipico La morte e la bussola: Emilio è destinato a perdersi in un labirinto fatto di lettere, in un giardino dei sentieri che si biforcano in cui il confine tra realtà e finzione diventa sempre più labile.

Questo romanzo è un susseguirsi di citazioni: al suo interno è racchiusa una vera e propria biblioteca, una biblioteca bilingue. Emilio pensa in spagnolo, ma scrive in inglese, una lingua che, come una bella donna, lo seduce e gli sfugge allo stesso tempo. Il professore prova una particolare fascinazione per gli autori, che come lui, hanno deciso di esprimersi in un idioma diverso dalla loro lingua madre. Ovviamente, uno dei più celebri tra questi scrittori è proprio Conrad, l’oggetto degli studi di Ida.

Piglia ha tessuto una fitta rete di rimandi letterari che collega tra loro Borges e Melville, Conrad e Tolstoj, una ragnatela che unisce tra loro l’Argentina, la Russia e l’America. Emilio si deve confrontare con diverse letterature e, soprattutto, con quella degli Stati Uniti. Tra le letture del professore argentino non compare nessun noir: i testi citati riguardano soprattutto il desiderio di un ritorno alla natura, l’ideale di Walden, un’aspirazione dietro cui si nasconde il bisogno di sfuggire alle maglie di una società dominata da tecnocrati e politici guerrafondai.

Le indagini speculative e letterarie di Emilio ci conducono nel cuore di tenebra di un paese che, nel 1995, sembra sull’orlo del collasso sociale. Il quadro delineato dal romanzo è estremamente cupo, ma realistico: Piglia ha messo il dito nelle piaghe, tuttora aperte, degli Stati Uniti. Lo scrittore ha dato vita a una versione 2.0 di Kurtz, a una deviata incarnazione del self-made man americano: un uomo convinto che degli attentati indiscriminati siano l’unico mezzo per colpire “il sistema”, per riuscire a “farsi leggere” e notare in mezzo a un flusso incessante di notizie.

Il Kurtz 2.0 è l’incarnazione più estrema e radicale del Bovarismo:

C’è un che di asociale perverso nell’astrazione che richiede la lettura di libri e (…) questo qualcosa si era trasformato in un progetto di vita.

Mi ricordava i lettori dell’I Ching, che in base a esso decidono le proprie azioni. Quasi che, nella letteratura, (…) avesse trovato un cammino e un personaggio capaci di definire la sua azione clandestina; un lettore di romanzi che cerca un senso nella letteratura e lo realizza nella sua vita privata. Bovarismo, un termine che designa il potere che ha l’uomo di concepirsi diverso da sé e crearsi una personalità immaginaria.

Piglia ha portato alle estreme conseguenze la premessa de La morte e la bussola: ci ha messo davanti ad un altro lettore-criminale, a un lettore capace di trasformare la finzione in realtà. Lo scrittore argentino, in questo romanzo, ha ripreso e portato a compimento le riflessioni sul rapporto tra realtà e finzione, tra lettura e azione, che stavano alla base de L’ultimo lettore.

Una volta giunti all’ultima pagina, si ha l’impressione di essersi smarriti in un labirinto: si sente il bisogno di rileggere alcuni passaggi e di continuare ad analizzarli da diverse prospettive, in cerca di nuovi livelli di lettura. Questo noir atipico ci esorta a riflettere sul ruolo del lettore e sui cammini che scegliamo d’intraprendere, quando erriamo tra sentieri d’inchiostro.

Per approfondire:

Solo per Ida Brown – Doppiozero 

7 pensieri su “Solo per Ida Brown

  1. Ho letto e apprezzato moltissimo questo romanzo di Piglia, un libro sorprendente che è fatto apposta per disorientare il lettore e che a suo modo annulla la ripartizione fra i generi letterari. Ottimo articolo come sempre. Ti lascio con piacere il link all’articolo che ne ricavai io qualche tempo fa: https://lospecchiodiego.com/2018/06/29/solo-per-ida-brown-di-ricardo-piglia-letteratura-double-coding-ecoterrorismo/

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  2. L’ha ripubblicato su Downtobakere ha commentato:
    Solo per Ida Brown racconta la storia di un’indagine, ma di un’indagine prettamente letteraria. La chiave di volta del romanzo è nascosta tra le carte che la vittima ha “dimenticato” nell’ufficio di Emilio. Quale rivelazione si nasconde tra le pagine de L’agente segreto di Conrad, quale tragitto indicano le sottolineature-tracce lasciate dalla professoressa? Il cammino che dobbiamo intraprendere, el camino de Ida, è un percorso destinato a creare un cortocircuito tra realtà e finzione.

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  3. Pingback: Detective bibliofili e lettori investigatori – Downtobaker

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