Acrobazie

Ci sono libri che si fanno volere bene sin dalla prima pagina. Testi che ti danno subito l’impressione di stare per incontrare un amico, un compagno d’inchiostro capace di strapparti una risata e di sollevarti per un po’ dai tuoi affanni quotidiani. Qualcuno che non conosci ancora, ma che ti sembra di conoscere da una vita. Acrobazie di Alessandro Trasciatti, in uscita il 6 maggio per Il ramo e la foglia edizioni, è uno di questi amabili libri:

È inutile. Questo libro è nato male. Non ci sarà mai niente che lo tiene insieme. Non diventerà mai un libro compiuto. È tutta una minutaglia di schegge scritte nell’arco di vent’anni che nessun editore pubblicherà mai. Passare dall’una all’altra è un’acrobazia. Eppure ogni frammento mi pare in sé compiuto. O perlomeno la maggior parte. Devo per forza buttarli via tutti, visto che non seguono un disegno d’insieme? Esiste ancora un lettore intermittente come io sono uno scrittore intermittente?

Vi è sfuggito un sorriso? A me sì: non so resistere a una simile premessa. Dopo aver letto queste righe, ho deciso di provare a diventare una perfetta lettrice intermittente: nonostante sia negata per lo sport, mi sono cimentata in salti da ginnasta per passare con disinvoltura da un frammento di testo all’altro. Per fortuna, per compiere queste acrobazie non serve un fisico da atleta, ma solo la voglia di stare al gioco, di assecondare le intermittenze del cuore e della penna.

Per tenere fede allo spirito del lettore intermittente, ho sperimentato una nuova forma di lettura, una lettura a singhiozzo: ho alternato le pagine di Acrobazie a quelle di alcune riviste enigmistiche. Visto che in questo assurdo universo tutto è collegato (cit. Dirk Gently), ho finito col trovare una certa affinità tra questi diversi passatempi d’inchiostro. La raccolta di storie brevi e brevissime di Trasciatti può venire paragonata al salto della rana, il gioco che prevede di “balzare” da una parola all’altra, individuando collegamenti inaspettati tra diversi vocaboli-ninfee. A ben guardare, questi racconti ricordano anche un cruciverba in bianco, privo delle caselle nere: sta a noi lettori individuare lo schema nascosto tra le righe.

Acrobazie è un capriccio d’autore (ringrazio L’altra enigmistica per avermi suggerito questa “definizione”): è un susseguirsi di ghiribizzi letterari, di pezzi di bravura che strappano un applauso. Lo scrittore-acrobata volteggia di parola in parola senza apparente sforzo: ci viene voglia di imitarlo, ma, una volta raggiunto il trapezio-penna, ci rendiamo conto di quanta maestria sia necessaria per mettere in piedi un simile numero letterario.

Volete sapere cosa vi aspetta tra queste pagine? Volete sbirciare sotto il tendone da circo? D’accordo, ecco un’anteprima: Rifugi più o meno precari, lampadari-sogni a cui appendersi, disegni d’autore, scarabocchi intimi, vite più o meno immaginarie, Infanzia e prolungamenti d’infanzia, un eden rivisto e corretto, simpatiche bischerate e Casi clinici e onirici più o meno surreali. Insomma un vero e proprio catalogo del vario e dell’eventuale.

Un testo come Acrobazie non si presta a venire etichettato e inquadrato. Non posso e non voglio ridurlo all’ordine. Trasciatti ci invita a mettere da parte il radicatissimo ed eccessivo senso del concreto e dell’univoco che mal sopporta storie inconfondibili ed ambigue, umili e ricchissime di senso. E lasciatemi divertire! E lasciatevi divertire!

Permettetemi, da brava aspirante lettrice intermittente, di proporvi alcuni passaggi-assaggi in ordine sparso:

No, non ho fatto un bel lavoro con la mia vita. Però la sera, prima di dormire, penso sempre di potermi rifare nella prossima, basta che la scriva.

Non avrei dovuto lasciarla sola in quella camera, in compagnia del mio stesso omaggio, incarnazione vegetale dei miei desideri inespressi e inappagati, proiezione di un me stesso più sfrontato e intraprendente, mio rivale più abile, più bello, più amato: sì, in un eccesso d’amore botanico, lei si svegliò e si concesse al fiore vivo.

Ma io, lo sai bene, col mio desiderio ansioso della norma, mi batterò fino all’ultimo perché essa non s’imponga.

Avrei voluto chiedergli d’indicarmi lui il mio luogo segreto, d’insegnarmi la via arzigogolata che porta al mio rifugio, via che avevo cosparso di sassolini bianchi troppo minuti per non sfuggire alla mia stessa vista.

Questi sono solo alcuni dei tanti brani di Acrobazie che ho sottolineato (un eccesso di sottolineature implica sempre un eccesso di entusiasmo per il libro di turno). Frammenti sparsi che restituiscono, almeno in parte, l’essenza di una raccolta sospesa in perfetto equilibrio tra ironia e malinconia, tra beffa e poesia.

Confesso di avere una predilezione per i Rifugi di Alessandro Trasciatti. Queste schegge di canzonieri dolci e agrodolci mi hanno riportato alla mente le opere di Nuria Amat: ho ritrovato la stessa voluttà libresca, lo stesso culto della parola scritta e lo stesso desiderio di ridare ordine al mondo, solo per scompaginarlo. In Acrobazie, così come nelle pagine di Amat, il libro si tramuta in un nascondiglio segreto, accogliente e familiare come la tasca di un vecchio cappotto.

Questa raccolta di storie brevi e brevissime ha generato più di un cortocircuito letterario nel mio cervello bacato di bibliomane. Durante la lettura, il mio pensiero è andato ad altri amici d’inchiostro: i racconti di Kafka, le finzioni letterarie di Borges, le invenzioni di Palazzeschi e le strisce dei Peanuts, con la loro saggezza condensata in poche battute. Sarà perché in questo testo funambolico e raffinato si coglie l’eco di tante letture, di tante ore trascorse esercitando il mestiere di leggere e di scrivere.

Se siete alla ricerca di un fedele compagno d’inchiostro capace di tenervi compagnia in questi tempi intermittenti, tempi in cui tutti noi cerchiamo un rifugio, un punto fermo da cui ripartire, Acrobazie è il libro che fa per voi.

P.S. Ringrazio di cuore Il ramo e la foglia edizioni per avermi dato l’opportunità di leggere questa raccolta, che inaugura la collana Racconti, in anteprima! 

Per saperne di più:

La rassegna stampa de Il ramo e la foglia edizioni 

La biografia dell’autore

In uscita le storie brevi e brevissime del lucchese Alessandro Trasciatti – Toscana libri 

Un’altra chicca dal catalogo de Il ramo e la foglia edizioni: Adolesco di Timothy Megaride

15 pensieri su “Acrobazie

  1. Grazie a te Benedetta Berio per questa tua lettura/recensione che, dico sinceramente, mi ha commosso… il piacere con cui ne scrivi. Sei riuscita, tra rimandi letterari ed enigmistici, a donare del libro la sua sostanza: “Un testo come Acrobazie non si presta a venire etichettato e inquadrato. Non posso e non voglio ridurlo all’ordine. Trasciatti ci invita a mettere da parte il radicatissimo ed eccessivo senso del concreto e dell’univoco che mal sopporta storie inconfondibili ed ambigue, umili e ricchissime di senso. E lasciatemi divertire! E lasciatevi divertire!”. Grazie.

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  2. Davvero molto interessante! La premessa è davvero accattivante e promette davvero bene. Anche dalla tua recensione si può capire che questo libro è stato molto particolare e soprattutto è stata un’esperienza affascinante. Ottima recensione!

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  3. Pingback: Alessandro Trasciatti, Acrobazie – Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

  4. Pingback: Le rovinose – Il verbo leggere

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