Leggende fiorentine

Insoliti consigli di lettura: il motore interno di ricerca di Project Gutenberg mi permesso di scoprire sia delle gemme letterarie dimenticate, sia delle bizzarre pietre grezze. Qualche giorno fa, sull’onda di del settecentenario dantesco, ho digitato la parola “Firenze” e mi sono imbattuta Legends of Florence di Charles Godfrey Leland. Mi sembrava il libro perfetto per continuare la serie di post dedicati al folklore di vari paesi, ma le cose non sono andate proprio come avevo previsto. Che sorpresa, eh? 😅

Quest’antologia ha un’origine a dir poco curiosa: nel 1886, Leland incontra una donna, Maddalena, che, a suo dire, possiede delle abilità divinatorie. Maddalena è una mezza strega, ma, soprattutto, è una biblioteca vivente: ricorda una serie impressionante di aneddoti relativi alla città del Giglio. Grazie a lei e ad altre donne, lo studioso di antropologia mette nero su bianco svariati racconti e superstizioni popolari. In seguito, quel materiale eterogeneo confluisce in Legends of Florence, una vera e propria enciclopedia del folklore fiorentino.

Il volume di Charles Godfrey Leland raccoglie sia leggende legate ai luoghi più iconici del capoluogo toscano – dai Giardini di Boboli alla Cattedrale, da Piazza della Signoria al Ponte della Trinità –, sia aneddoti relativi a vie e scorci meno conosciuti, ma non per questo meno affascinanti. Questa variegata antologia ricorda un po’ certi programmi televisivi in cui si punta sul sovrannaturale a tutti i costi: queste pagine pullulano di streghe, stregoni, diavoli e fantasmi. Le tinte sono quasi caricaturali, ma il bello del folklore sta anche in questo.

Legends of Florence è un compendio davvero esaustivo, anzi sin troppo esaustivo: c’è davvero tanta carne al fuoco e si corre il rischio di venire sopraffattə dalla mole di aneddoti riportati. Ne riparleremo meglio a fine post: di solito le cattive notizie vengono date per prime, ma questa volta farò un’eccezione alla regola. Ora, come da tradizione, voglio proporvi alcune delle mie leggende preferite:

  • Storie legate a palazzi. Tra i diversi racconti dedicati agli edifici fiorentini, due mi hanno colpita in modo particolare: il primo spiega come la rivalità tra due famiglie abbia portato alla realizzazione delle incantevoli lanterne di palazzo Strozzi; il secondo spiega perché il Palazzo Nonfinito, situato all’angolo tra Via del Proconsolo e Borgo degli Albizzi, è rimasto incompleto (spoiler: c’è di mezzo un povero diavolo).
  • Il Mercato Vecchio. Il cinghiale (o porcellino) – simbolo di fertilità – che adorna la loggia è il protagonista indiscusso di una leggenda che ricorda sia La bella e la bestia, sia la favola di Amore e Psiche.
  • Spiriti illustri. Secondo la tradizione, Giotto vaga ancora nel campanile della Cattedrale assieme al suo agnello, lo spirito custode che ha vegliato sulla sua carriera artistica. Se, invece, siete appassionatə di poesia e amate Dante alla follia, sarete lietə di scoprire che è possibile “evocare” il Sommo Poeta: vi basterà sedervi in Piazza Santa Croce e recitare la “formula magica” riportata nell’antologia, per vederlo apparire.
  • Orsanmichele. Questa chiesa è la mia preferita tra quelle fiorentine: è un piccolo gioiellino, non ancora preso d’assalto da orde di turisti. Grazie all’antologia, scoprirete perché questa ex stalla è diventata un edificio di culto.
  • Il diavolo del Bargello. Stando alla tradizione popolare, l’ex prigione – ora divenuta uno dei più bei musei della città – ospitava un diavolo tra le sue mura. Il Goblin rosso si divertiva a parlare con i prigionieri: entrava in ogni cella, raccontava strane storielle e conosceva a menadito la biografia di ogni carcerato.
  • La statua di Nettuno. Secondo il folklore, la celebre statua di Piazza della Signoria raffigura in realtà Biancone, una divinità fluviale entrata in contrasto con la dea dell’Arno. Leland cita anche un’altra suggestiva leggenda secondo cui Nettuno, a mezzanotte, prende vita, passeggia e conversa amabilmente con le altre statue della piazza.
  • Il chiostro di San Lorenzo. I gatti che un tempo frequentavano questo luogo erano in realtà dei maghi, tramutati in felini come curioso contrappasso per i loro peccati.
  • Vie dai nomi suggestivi. Via della Mosca, Via delle Serve Smarrite (oggi Via del Parlagio), Via dello Scheletro (Via della Canonica): Leland ha trascritto diverse leggende legate all’origine di questi insoliti odonimi. Vi riporto una delle più curiose: Via del Fico deve il suo nome a un giardino in cui sorgeva un bellissimo albero di fichi; molti fiorentini provavano il desiderio di cogliere quei fichi, ma chi osava spogliare la pianta dei suoi frutti andava incontro alla sventura.

Dopo esserci divertitə con questa carrellata di leggende degne di Giacobbo e compagnia bella, è giunto il momento di venire alle note dolenti. Purtroppo, Legends of Florence rientra nella categoria delle pietre grezze letterarie: questo volume avrebbe bisogno di venire rifinito ed editato ad hoc per poter incontrare i gusti dei lettori di oggi.

Leland, diversamente da studiosi come Lafcadio Hearn, non ha rinarrato con maestria le storie che ha collezionato: il suo stile non è scorrevole e il suo inglese appare ormai farraginoso e datato. Per di più l’etnografo interrompe continuamente la narrazione per inserire citazioni, rimandi ad altre sue opere e riferimenti al folklore di altre culture che avrebbero dovuto venire raccolti in un’apposita appendice.

Leland tende a divagare, facendo scemare inesorabilmente l’attenzione del suo pubblico. Invece di limitarsi ad esporre le leggende legate a Firenze, si perde in inutili giri di parole e si sofferma anche su aspetti del folklore che non sono direttamente collegati alla città. Ammetto di aver saltato qualche paragrafo, specialmente verso la fine, perché ero interessata solo agli aneddoti più propriamente “fiorentini”.

Sembra quasi l’antologia che non sia stata editata: l’impressione è quella di trovarsi davanti a una gran mole di materiale “allo stato grezzo”. Peccato, perché Il folklore fiorentino è un patrimonio culturale da riscoprire. Vale allora la pena di provare a riandare alle fonti originali di Leland e di consultare alcuni siti dedicati alla città di Dante. Vi lascio qualche suggerimento, invitandovi ad ampliare la lista:

Un blog dedicato interamente alle curiosità cittadine

Qui trovate la strana storia di Orsanmichele

Te la do io Firenze

Florence City

4 pensieri su “Leggende fiorentine

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