Intervista a Il ramo e la foglia edizioni

Quattro chiacchiere con Roberto Maggiani e Giuliano Brenna, i fondatori de Il ramo e la foglia edizioni.

Cosa vi ha spinti a fare il grande salto dalla rivista letteraria LaRecherche.it a Il ramo e la foglia edizioni?

Durante gli anni di LaRecherche.it abbiamo pubblicato numerosi testi, di narrativa e di poesia, e realizzato alcune antologie, tutto in formato elettronico e in maniera totalmente gratuita e abbiamo notato che sempre più spesso ci veniva chiesto di rendere disponibile, per queste opere, anche un formato cartaceo… l’idea ha iniziato a insinuarsi in noi. Poi c’è da dire che anche il progetto LaRecherche.it era nato per dare spazio alle voci meritevoli che, come si sa, raramente trovano spazio nell’editoria che “conta”, o mainstream, e quindi, unendo le suggestioni e le esperienze, abbiamo deciso di far germogliare questo ramo sul quale via via sono sbocciate le prime foglie.

Come scegliete le opere da pubblicare?

In redazione arrivano numerosi manoscritti. Li leggiamo tutti, dall’inizio alla fine, ed effettuiamo una prima scelta, poi, per i titoli che ci sembrano più meritevoli, facciamo una seconda lettura e cerchiamo di evidenziare cosa ci convince e cosa no del testo. Con le opere selezionate ci confrontiamo a lungo fra di noi, dopodiché, per i candidati alla pubblicazione, contattiamo l’autore e parliamo dell’opera, in certi casi suggeriamo modifiche, tagli o miglioramenti. Se ci si trova d’accordo il testo viene messo nel piano editoriale.

Le opere che pubblichiamo normalmente ci colpiscono molto e ci coinvolgono, così tanto che ci viene da dire che avremmo voluto scriverle noi, non potendolo fare le acquisiamo come editori ed è un po’ come se fossero anche nostre. Dobbiamo aggiungere che, a partire dall’esperienza di questi quasi due anni di pubblicazione, iniziamo a essere attenti anche alle motivazioni dell’autore, nel senso che per noi è importante che creda alla propria opera e si impegni perché si diffonda e venga letta, cosa non scontata. Ci sono autori che tendono a mettere le opere in mano a un editore e pensano che succedano miracoli, cioè che l’opera vada da sola, è impensabile. Un libro necessita di essere accompagnato da due figure: quella dell’autore e quella dell’editore. Per noi gli autori che pubblichiamo entrano a far parte della casa editrice e dunque devono impegnarsi, lavorare per il libro. Crederci. Nel mondo dei libri, dove c’è un’inflazione delle pubblicazioni, l’unico modo per far sì che il libro viva e trovi il proprio spazio è mettere in piedi strategie personalizzate per ogni pubblicazione e lo si fa insieme all’autore, altrimenti il libro muore dopo poco.

Il vostro è un progetto particolarmente ambizioso perché non vi occupate solo di narrativa, ma anche di poesia e saggistica divulgativa. Volevate offrire un’offerta il più variegata possibile ai lettori?

Sì, perché pensiamo che il sapere e la conoscenza non siano contenitori stagni, ma riteniamo che le idee debbano circolare e possono farlo in forme anche differenti tra loro. Esemplificativo è il nostro motto: “Per una visione unitaria e integrata della letteratura dell’arte e della conoscenza”. Ben sappiamo che Poesia e Racconti non hanno, per così dire, mercato, si leggono poco, i librai storcono il naso, gli danno poco spazio, i lettori li cercano poco, a meno che non siano nomi stranoti che ci hanno ormai anche stancato… e non diciamo altro. Ma noi insistiamo per amore della letteratura, per amore della ricerca poetica e narrativa, si tratta di due forme di ricerca letteraria ed espressiva che possono dare molto ai lettori più attenti. Ovviamente si tratta di pubblicazioni, specialmente per quanto riguarda la poesia, generalmente in rimessa, specialmente quando i nomi che pubblichiamo sono sconosciuti ai più. In generale, sulle quattro collane che abbiamo, se guardate i nomi dei nostri autori, troverete molti esordienti, sui quali abbiamo investito perché pensiamo che abbiano valore e meritino di essere letti.

Parlateci della prima opera che avete pubblicato e dell’emozione che avete provato nell’assistere alla sua “nascita”.

La prima opera pubblicata è L’isola che non c’era di Leonardo Bonetti. Leonardo è stato tra le prime persone che abbiamo contattato all’inizio di questa avventura, avevamo letto i suoi libri precedenti e il suo stile ci piace molto, così gli abbiamo chiesto se avesse qualcosa nel famoso cassetto e lui ci ha dato il manoscritto di L’isola che non c’era; l’abbiamo letto e ci è piaciuto molto, anche perché dal punto di vista simbolico il libro ha alcuni tratti che richiamano la nascita della nostra casa editrice. Il percorso per portare L’isola che non c’era in libreria è stato piuttosto lungo, anche perché abbiamo dovuto mettere a punto la grafica, l’impaginazione, i caratteri, la carta e abbiamo fatto tantissime prove in tipografia. Quando abbiamo iniziato a vedere il libro nelle librerie è stato veramente un momento felice. Abbiamo fatto un firmacopie con Leonardo in una Feltrinelli di Roma e sono state vendute tantissime copie. Leonardo ha un grande seguito, è molto amato dai suoi lettori, giustamente, le sue opere appassionano l’intelletto, non solo il cuore.

Siete una casa editrice giovane, ma avete già all’attivo diversi riconoscimenti. Vi do il permesso di “auto-celebrarvi”: quali sono stati i successi che vi hanno dato maggiore soddisfazione?

Già vedere i nostri libri in libreria è una grande soddisfazione, e non è scontato, per un editore, riuscire ad arrivare in libreria, questo lo abbiamo capito diventando editori, quando già avevamo mollato gli ormeggi (ma è un discorso che ci porterebbe altrove). Una volta, entrando in una libreria ci è capitato di vedere una persona che si recava in cassa con un nostro titolo tra le mani ed è stata una grande emozione. In un’altra libreria, proprio mentre aprivamo la porta per entrare, abbiamo trovato una signora che stava chiedendo un nostro libro, facciamo in tempo a sentire «Il ramo e la foglia edizioni», una coincidenza eccezionale che ci ha fatto esclamare: «Eccoci!» e abbiamo iniziato a parlare con la signora, a noi piace relazionarci con i nostri lettori. Sicuramente tra i momenti più felici c’è stata la presentazione al Premio Strega di un nostro titolo, Le rovinose, di Concetta D’Angeli, che ha poi vinto altri premi. Un’altra cosa che ci dà soddisfazione è quando le persone più impensate ci scrivono, o di persona, e ci fanno i loro complimenti, totalmente gratuiti e spontanei, per i libri pubblicati, dicendoci che ci caratterizzano, che abbiamo uno stile riconoscibile, sia per i contenuti sia per quanto riguarda la materialità del libro e la grafica, per la quale abbiamo tenuto il punto fermo in varie situazioni in cui la tendenza del momento voleva farci credere fuori luogo con il nostro modo grafico di proporci. Per noi tutto questo è molto importante.

Il 25 novembre è uscito Bach, l’ultima vostra pubblicazione, tradotta dal portoghese da Michela Graziano, con la postfazione di Claudio Trognoni, cosa dobbiamo aspettarci dai racconti di Pedro Eiras?

Crediamo che Bach getti una luce inconsueta e originale sul modo di costruire la biografia di un personaggio del passato: attraverso l’immagine che proietta sulle persone attraverso i secoli. Bach è un esempio di immortalità di un autore che con la sua persona e la sua opera influenza le menti per vie inattese e insolite anche molti anni dopo la sua scomparsa fisica. Inoltre, sarà l’occasione di far conoscere al pubblico italiano Pedro Eiras un promettente autore portoghese, già noto e apprezzato in Portogallo.

Quali sono le nuove uscite a cui state lavorando?

Verso la fine di gennaio uscirà un romanzo che potrebbe essere definito il nostro primo romanzo di fantascienza perché ambientato in una sorta di futuro indefinito, si tratta di Navi nel deserto, di Luigi Weber; poi avremo un metaromanzo ambientato sui canali veneziani Anche se fosse vero, di Davide Antonio Pio. Stiamo anche lavorando a una raccolta di haiku e su un paio di saggi e abbiamo in serbo un “ripescaggio” di un autore bravissimo ma di cui si rischia di dimenticarsi… rimanete sintonizzati. Abbiamo una newsletter per niente invadente ma che informa sulle nostre uscite, chi vuole può iscriversi sul nostro sito, è facile.

Sogni nel cassetto?

Avere tanti bei libri da pubblicare e rompere la barriera di pregiudizio che molti librai oppongono all’editoria indipendente. Selezioniamo con moltissima attenzione i testi, ci investiamo del nostro, i libri che pubblichiamo possono anche non piacere ma hanno certamente un valore letterario, non lasciano indifferenti, ci piacerebbe che sempre più librai e lettori si rendessero conto di questo e, rispettivamente, ci dessero più spazio sugli scaffali, ci leggessero. Grazie per le tue belle domande.

Grazie a voi per la disponibilità!

Se volete saperne di più su Il ramo e la foglia edizioni, vi rimando al sito della CE e alla sua pagina Facebook.

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