Bertram Cope’s Year

Visto che gli ebook gratuiti, dedicati al Pride Month, disponibili su Riveted non incontravano i miei gusti letterari, ho deciso di dare un’occhiata ai libri con tematiche e/o personaggi LGBTQIA+ presenti nel pubblico dominio. Speravo di imbattermi in un gioiellino del calibro de La foresta della notte, invece ho trovato un testo che, nonostante il suo discutibile valore letterario, merita di essere riscoperto: Bertram Cope’s Year di Henry Blake Fuller (Project Gutenberg), il primo “romanzo gay” americano, datato 1919.

Sarò onesta: mentre leggevo i primi capitoli del libro, ho provato più di una volta il desiderio di rimetterlo sullo scaffale virtuale. Bertram Cope’s Year ha un incipit piuttosto scialbo: il romanzo si apre in un tipico college americano, dall’atmosfera soffocante, dove tuttə si fanno i fatti altrui. Noi lettori, costretti ad ascoltare un costante e monotono chiacchiericcio, non possiamo contare sulla “consolazione” di uno stile impeccabile, di una penna che lascia il segno: la scrittura di Fuller è scorrevole e venata d’ironia, ma non è certo memorabile.

L’attenzione dei residenti del campus è catalizzata da Bertram Cope, un ventenne bello come Adone: tuttə sono attrattə da lui. Il ragazzo è conteso tra due “patroni”: da una parte c’è Medora Phillips, una donna brillante che ospita diverse studentesse e che ama organizzare ricevimenti, dall’altra c’è Basil Randolph, un uomo di mezza età in cerca del suo prossimo protégé.

Cope prova dei sentimenti ambivalenti: è contento delle relazioni sociali che sta intessendo, perché spera di fare carriera grazie ai suoi nuovi amici, ma, allo stesso tempo, inizia a sentirsi sempre più sotto pressione e fuori posto. I suoi pensieri sono costantemente rivolti all“amico” Arthur, di cui sente terribilmente la mancanza. Ecco, il libro di Fuller potrebbe intitolarsi Aspettando Arthur, perché, per circa metà del romanzo, ho aspettato che l’aspirante attore in questione si degnasse di fare la sua entrata in scena: avevo letto diverse recensioni, quindi sapevo che la sua apparizione avrebbe dato una scossa alla trama…

Mentre è in visita a casa di Medora, Bertram cade nelle “grinfie” delle Tre Grazie, un trio di tanto belle quanto talentuose fanciulle: altri ragazzi sarebbero fieri di aver fatto una simile strage di cuori, invece lui si sente decisamente a disagio nel ruolo del tombeur de femmes. Il bel venticinquenne non ha mai avuto esperienze col sesso femminile e, a dire il vero, preferirebbe non approfondire l’argomento: non ha nessuna voglia né di fidanzarsi né, tanto meno, di convolare a giuste nozze.

Nel giro di qualche settimana, Cope finisce nei guai sino al collo: si ritrova, suo malgrado, fidanzato con una delle Tre Grazie. Arthur, che è a dir poco infastidito dalla situazione – pensava di andare a coabitare col suo “amico” e di averlo finalmente tutto per sé – decide di fare subito armi e bagagli e di anticipare il suo trasferimento. Il suo piano è semplice: una volta arrivato al campus, metterà una mano sulla spalla di Bertram, si siederà accanto a lui durante i party e lo terrà costantemente d’occhio. In poche parole, si assicurerà che il suo coinquilino non riceva più attenzioni indesiderate da parte delle Tre Grazie.

Bertram Cope’s Year è stato scritto più di cento anni fa, ma il modo in cui il rapporto tra i protagonisti viene delineato è sorprendentemente “moderno”. Fuller non dice mai esplicitamente quale sia la natura della relazione tra il biondo ed esile Cope e il bruno e paffutello Arthur, ma basta leggere tra le righe per capire che i due giovani sono più che amici. Lo scrittore ci propone una serie di scenette domestiche e di momenti intimi, descritti più o meno allusivamente: ne viene fuori il ritratto di una coppia “rodata”, costretta a fare i conti con un “fuori programma”.

Certo, non tutto è rose e fiori: Arthur viene guardato con sospetto dai conoscenti del suo amato e, purtroppo, viene ostracizzato perché recita in ruoli femminili. Però, nonostante tutto, abbiamo l’impressione che Urano (il termine uraniano un tempo veniva utilizzato per indicare gli uomini gay) vegli sui due protagonisti e sul loro amore. Vale la pena di leggere questo libro anche solo per il modo in cui Fuller ha descritto una relazione omosessuale: lo scrittore ha rotto il muro del silenzio e ha presentato in modo sostanzialmente positivo una coppia composta da persone dello stesso sesso.

Quando scopro libri come questo nel pubblico dominio, mi ritrovo a confidare nella buona volontà di autori pronti a riscrivere e/o attualizzare queste vecchie opere: l’ingenuo Bertram e lo spumeggiante Arthur non meritano di finire nel dimenticatoio. A modo loro, sono una coppia iconica: un duo che potrebbe dare vita a una frizzante (e più profonda del previsto) commedia degli equivoci.

Approfondimenti:

Recensioni su Goodreads

The Chicago Author Who Wrote the First American Novel to Feature Gay Themes – Wttw

2 pensieri su “Bertram Cope’s Year

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