Storie spettrali per la Vigilia

Nella tradizione letteraria inglese, Natale è il momento migliore per raccontare storie di fantasmi. Perché? Perché, durante la magica notte della Vigilia, gli spettri anglosassoni tengono il loro gran galà. Le ghost stories mi hanno sempre affascinata, così ho deciso di dare un’occhiata a questi racconti nati all’ombra dell’albero di Natale. Per presentarmi al meglio al mio primo “ballo spettrale”, ho deciso di farmi accompagnare da un vecchio amico: Jerome K. Jerome, autore di Told after supper (Archive.org).

Prima di calarci nell’atmosfera particolare di queste storielle, sento il dovere di fare una precisazione: Storie di fantasmi per il dopocena stanno a Tre uomini in barca come dei biscottini di pan di zenzero stanno a un ricco panettone. Da una parte abbiamo un romanzo iconico, un capolavoro del genere umoristico-picaresco, dall’altra dei piccoli, per quanto gustosi, stuzzichini letterari, da sgranocchiare uno dopo l’altro.

Told afer Supper è composto da un’introduzione, in cui l’autore spiega come ha avuto origine la tradizione di raccontare storie di fantasmi durante la Vigilia, e da quattro racconti veri e propri (due possono essere considerati come un’unica storia), intervallati da spiritosi interludi. Come in Appunti di un romanzo, Jerome cede alla tentazione della divagazione: si sofferma su diversi aspetti dell’arte della ghost story e sulle piccole manie dei novellieri di turno.

Questa breve antologia può essere considerata come una vera e propria guida all’organizzazione di un Veglione in perfetto stile british: per gli inglesi, la stagione dei bastoncini di zucchero e delle strenne deve andare necessariamente a braccetto con tombe, cadaveri, omicidi e sangue a profusione. A ben guardare, credo che non sia un’idea poi così balzana: i brividi di terrore, provocati dall’apparizione degli spettri, sono un ottimo antidoto alla melensaggine natalizia.

Nel caso stiate pensando organizzare un 24 dicembre in stile inglese, tenete presente che solo sei persone possono parlare dei loro incontri sovrannaturali, quindi regolatevi col numero degli ospiti (virtuali e non) e/o preparatevi a sorteggiare solo sei novellieri. Siete rimasti interdettə, vero? Anche voi, come me, pensate che le buone storie non siano mai abbastanza? Invece, a quanto pare, esistono solo sei tipi di racconti di fantasmi: una volta esauriti, si corre il rischio di ripetersi e di finire con l’annoiarsi.

Siete prontə a scoprire le sei declinazioni del genere natalizio-spettrale made in the Uk? Vi anticipo che sono legate ai diversi tipi di ospiti che può capitare di ritrovarsi in casa. Passiamoli in rassegna:

1. L’ospite che si imbatte inevitabilmente in uno spettro che ha commesso un omicidio o che ne è stato la vittima.

2. Lo scettico che, dopo aver gridato ai quattro venti di non credere nell’esistenza degli spiriti, si ritrova, guarda caso, a passare la notte in una stanza infestata.

3. L’ospite coraggioso che non confessa a nessuno di aver visto uno spirito, perché ha paura che gli altri convitati si spaventino di fronte a una simile rivelazione.

4. Il giovane uomo che, nel bel mezzo della notte, si sveglia e si ritrova davanti al suo zio ricco e scapolo. Lo stesso zio che, a sua insaputa, era appena convolato a nozze.

5. Il gentiluomo che, mentre rientra a casa a tarda notte, nota una luce che filtra dalla porta di una vecchia abbazia abbandonata. Invece di tornare su suoi passi, il gentleman in questione si mette a spiare dal buco della serratura…

Oh, cavolo, sono solo cinque, vero? Mi sa che o l’autore ha fatto male i conti, o io mi sono persa un ospite per strada 😱.

Forse manca all’appello il fantasma del Natale futuro…

Certo, esistono altre storie di fantasmi e altri tipi di ospiti, ve lo concedo, però se deciderete di non attenervi a questi modelli, la vostra non sarà più una Vigilia in perfetto stile british: il fantasma di Jerome K. Jerome, risentito, potrebbe persino comparire ai piedi del vostro letto e iniziare a lamentarsi con voi!

Scherzi a parte, Told after Supper è una perfetta lettura natalizia: semplice, scorrevole e divertente. Se amate lo stile inconfondibile del creatore dei tre celebri uomini in barca (per non parlar del cane), adorerete queste simpatiche storielle, venate di un humour garbato. Sono sicura che non ve la prenderete troppo se lo scrittore passerà metà delle pagine divagando amabilmente, invece di concentrarsi sui fantasmi che lui e i suoi amici hanno incontrato.

Tra una digressione e l’altra, riuscirete comunque a fare la conoscenza di una bislacca a amabile congrega di trapassati: incontrerete un vecchio fantasma innocuo, gentile, ma un tantino noioso; vagherete per le stanza di una magione in compagnia di uno spettro che pare avere le idee molto confuse; soggiornerete in una stanza infestata da un affabile peccatore con giusto qualche omicidio sulla coscienza.

Divertitevi a passare il 24 dicembre in compagnia di Jerome K. Jerome e delle sue surreali e geniali invenzioni: chi altri avrebbe potuto creare lo spettro del tabacco fumato in vita? Alla fine della lettura avrete imparato due o tre cosette sugli spettri e sul modo migliore di raccontare una ghost story: a quel punto sarete prontə a intrattenere a dovere i vostri ospiti.

A questo punto, non mi resta che augurarvi buone feste🎄 ! Ci rivediamo dopo la Befana: la Musa mi reclama e, tra una fetta di panettone e l’altra, dovrò dedicarmi a un po’ di sano (si fa per dire) editing.

Approfondimenti:

Fantasmi e liquori allo zabaione – Piego di libri

La recensione di Libri e marmellata

Fantasmi e Natale – Miss Darcy

15 pensieri su “Storie spettrali per la Vigilia

    1. Ah ah, non si lascia certo addolcire così facilmente. Mi toccherà godermi le varie, deliziose, fasi dell’editing intensivo: 1) pensare di aver scritto qualcosa di decente 2) iniziare a rileggerlo 3) trovare svarioni e cose che non tornano 4) chiedermi che cavolo ho scritto e, soprattutto, chi me lo ha fatto fare. C’est la vie 😅.
      Ancora buone feste ❤!

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