Le memorie della dama di Sarashina

Oggi ritorniamo a parlare dell’epoca Heian (794-1185), un periodo della storia giapponese caratterizzato da una straordinaria fioritura culturale. L’epoca dei monogatari e dei nikki composti da dame di corte che, grazie al potere della letteratura, aprono un varco attraverso le sbarre delle loro prigioni dorate. Le memorie della dama di Sarashina (Marsilio, 2005) è l’ultimo tassello di un percorso di lettura iniziato col Genji Monogatari e proseguito con l’antologia Il muschio e la rugiada e il Diario di Izumi Shikibu.

Questo diario ci offre una prospettiva inedita sul Periodo Heian, perché è narrato da un punto di vista particolare: quello di una donna che ha prestato solo occasionalmente servizio a corte. Le memorie della dama di Sarashina è una finestra aperta su un altro mondo, il mondo sospeso tra spiritualità e sensualità descritto nel romanzo di Murasaki Shikibu.

L’autrice del diario desidera solo potersi immergere nella lettura dei suoi amati monogatari, trascurando i pellegrinaggi rituali e le pratiche religiose. Questa giovane lettrice accanita è destinata a entrare subito nelle nostre grazie:

(…) da quando ero venuta a sapere che al mondo esistevano i monogatari, volevo leggerli a ogni costo. Durante le oziose ore del giorno o di sera, quando ci riunivamo, mentre ascoltavo mia sorella e la matrigna narrare passi di questo e di quell’altro racconto, o descrivere episodi della Storia di Genji, la mia brama cresceva ancora di più. Avrebbero mai potuto ricordarli tutti a memoria e raccontarli come volevo io?

La lettura è un potente mezzo d’evasione: lo strumento per sfuggire un’esistenza monotona che non offre grandi prospettive. Nel Periodo Heia, una ragazza di buona famiglia come la nostra giovane lettrice può solo aspirare a servire a corte e a diventare la moglie di un buon partito. Le storie le offrono la possibilità di vivere altre vite, ma nascondono anche delle insidie: la allontanano dalla “retta via”, dai precetti religiosi, e la espongono alla pericolosa tentazione del “principe azzurro”, facendole sognare amori passionali ben lontani dalla realtà.

murasaki shikibu

La scrittura è fondamentale per le donne dell’epoca Heian: le fanciulle imparano a comporre poesie “in codice”, a celare i loro veri sentimenti dietro una cortina di citazioni letterarie e di immagini simboliche. Le dame di corte sono in grado di catturare in una manciata di ideogrammi la bellezza di un panorama, l’essenza di una stagione e le intermittenze dei loro cuori. La dama di Sarashima non fa eccezione: il suo nikki è costellato di raffinati versi, di poesie in cui fa sfoggio di tutta la sua arguzia ed abilità letteraria.

Durante i suoi pellegrinaggi, la protagonista del nikki finisce col ripercorrere le orme del suo amato Genji Monogatari e col condividere, almeno in parte, il destino delle eroine di Murasaki: anche lei aspira a una vita più semplice e spirituale, ma non riesce a sfuggire alle seduzioni del mondo fluttuante. La dama viene costantemente “messa in guardia” da una serie di sogni premonitori, ma solo al termine della sua esistenza si volge verso la sfera contemplativa, rinnegando le sue non edificanti “letture d’evasione”.

Le azioni e i pensieri di questa donna rispecchiano la sensibilità dell’epoca Heian, ma, allo stesso tempo, la sua voce è anche estremamente “moderna”: nell’animo della dama arde una brama di vivere, di leggere e di scrivere ce la rende molto vicina. La penna di questa lettrice accanita è stata capace di resistere all’oblio dei secoli, di arrivare sino a noi, restituendoci il vibrante ritratto di un’indimenticabile figura femminile.

Come leggere al meglio questo nikki:

Ci sono testi che possono essere apprezzati da soli, senza bisogno di introduzioni o di conoscenze pregresse, mentre ci sono libri che possono venire goduti appieno solo al termine di un percorso di lettura. Secondo me, Le memorie della dama di Sarashina appartiene a questa seconda categoria: per entrare davvero in sintonia con questo testo, bisogna aver letto il Genji Monogatari e il Diario di Izumi Shikibu. Conoscere alcuni aspetti della cultura di epoca Heian vi aiuterà a entrare nella testa dell’autrice, a capire lo spirito del suo tempo.

Certo, l’approfondita introduzione di Carolina Negri vi permetterà facilmente di colmare svariate lacune, ma penso comunque che sia meglio considerare quest’opera come parte di un percorso: immaginate questo libro come una casa da tè che si trova alla fine di un sentiero costellato di foglie d’inchiostro, di alcune delle più belle pagine della letteratura giapponese.

Per entrare ancora di più nel mood della storia, potete guardare il documentario Le donne nella storia – Le donne in Asia (andato in onda su Rai Scuola), dove si parla dell’importanza dei monogatari e della figura di Murasaki: la scrittura ha permesso alle donne dell’epoca Heian di trovare la loro voce, di evadere, seppur virtualmente, dai ristretti confini dei padiglioni di corte.

Approfondimenti:

La video recensione di NiPop Bologna

Onna: donne giapponesi, passioni giapponesi –Rossella Marangoni

Libertà e rivendicazione di sé nella diaristica femminile di epoca Heian – Mutualpass

2 pensieri su “Le memorie della dama di Sarashina

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