Racconti meravigliosi

Volete catturare la mia attenzione? Vi basterà citare Poe e discutere di castelli più o meno infestati. Sì, lo ammetto, il genere gotico esercita da anni il suo oscuro fascino su di me: se c’è in giro una pila di libri, potete essere certə che finirò col pescare quello con la copertina più cupa e vittoriana. Per questo motivo, ho deciso di dare una chance a I racconti meravigliosi di Egisto Roggero (Liber Liber), nonostante avessi alcune riserve su di lui: chi cerca di imitare Mr. Raven rischia di fare una sonora figuraccia letteraria.

Roggero non è all’altezza degli inarrivabili maestri a cui ha dedicato il suo volume (Poe, Baudelaire, Maupassant), ma è di sicuro stato un allievo diligente: ha studiato gli elementi chiave che stanno alla base di un buon racconto gotico ed è stato in grado di padroneggiarli con una certa maestria. Non tutte le sue storie rientrano in questo genere letterario, ma le parole di questo scrittore risplendono di più proprio quando le tenebre si fanno più fitte, quando i corvi volteggiano sopra le nostre teste e la Follia bussa alla nostra porta.

L’antologia si apre con Il pazzo, un racconto incentrato sul tema dello scambio di cervelli in cui compare un memorabile scienziato pazzo: a rendere notevole questa storia è un’atmosfera degna de Il sistema del dottor Catrame e del prof. Piuma. Il cervello gioca un brutto scherzo anche al protagonista di Un caso difficile, un uomo che sembra aver vissuto più di un’esistenza, restando sempre nello stesso corpo.

Il tema dei folli esprimenti pseudo-scientifici, presente ne Il pazzo, ritorna anche ne Il mago, dove uno scienziato/incantatore folle esercita il suo fascino ipnotico su un povero malcapitato. A questa storia fa da perfetto contraltare La maga, che potremmo considerare come parte di uno stesso set di tarocchi o come il “rovescio” Il mago: il narratore incontra una giovane misteriosa, che gli offrirà un salvifico elisir.

Passiamo dai maghi ai botanici. Nel fantasmagorico Le Ofrisie Roggero ci guida attraverso un inquietante giardino, popolato da una flora ammalata e carnivora degna de La figlia di Rapaccini e di altri capisaldi dell’orrore botanico-letterario. La descrizione di questi novelli fiori del male è formidabile:

l’Ofrisiaragno. Un grosso nucleo rossiccio come di carne palpitante, ne formava il corpo: delle macchie nerastre e verdognole ne costellavano il dorso; grosse branche carnose ne formavano le membra. Dei piccoli peli squamosi si ergevano qua e là, frementi quasi, dotati di un lieve moto, che sembrava il lento pulsare del sangue sotto l’epidermide scabra della bestia-fiore.

Ne Il rubino e ne L’anfora luminosa lo scrittore ci mette davanti a due oggetti fuori dal comune. Il primo è un amuleto che rischia di finire in pessime mani: un anello “magico” dovrebbe riposare assieme alla sua ultima padrona, ma che qualcuno cercherà di strappare dalle dita della morta. Invece il secondo è un antico manufatto che ritroverà il suo antico splendore grazie al potere dell’arte.

Veniamo a due altri topos del genere gotico: il doppio e il castello maledetto. Ne Lo specchio un letterato che indaga su un omicidio finisce col precipitare nell’abisso della follia. Invece, in Il vecchio orologio e Castel romito due manieri di famiglia ci svelano i loro segreti: nel primo racconto siamo chiamati a sciogliere un rompicapo degno de Lo scarabeo d’oro, mentre nel secondo scopriamo la storia di una fanciulla che si è sacrificata per amore.

Passiamo dall’orrore a storie in cui a dominare è una garbata vena ironica. Ne La grande seduta della “Patte” noir una congrega di avvinazzati, che è solita darsi appuntamento in un surreale club, viene messa sotto scacco da un misterioso visitatore. Invece ne Il buon cuore del signor Prossimo scopriamo quanto la carità possa essere mal riposta.

I racconti meravigliosi è un volume ideale da tenere sul comodino: è un’antologia che va assaporata una storia alla volta, possibilmente quando sono calate le tenebre. Secondo me, è il libro perfetto per chi appena finito un romanzo memorabile, che non riesce a togliersi dalla testa, ed è in cerca di una lettura di puro intrattenimento, non particolarmente impegnativa. Non tutte queste storie sono meravigliose o indimenticabili – alcune, come Morire e Anime Lontane lasciano parecchio a desiderare –, ma queste pagine strapperanno di sicuro un sorriso a chi ama il genere gotico.

7 pensieri su “Racconti meravigliosi

    1. Che bella richiesta! Potrei sfruttarla per un futuro post 😊.
      Credo che qualche titolo sia sparso tra i vecchi post di Halloween, ma provo a fare una sorta di recap (anche se mi potrebbe sfuggire qualcosa, perché la lista è davvero lunga). Ecco alcuni titoli (non è una classifica, li scrivo man man che mi vengono in mente):
      1)Il giro di vite
      2)Confessioni di un peccatore eletto
      3)Dr. Jekyll e Mr. Hyde
      4)Racconti agghiaccianti
      5)I racconti di Poe, ovviamente 😉
      6)Follia di McGrath
      7)Storia straordinaria di Peter Schlemihl
      8)Lasciami entrare (anche se non è propriamente un “gotico canonico”)
      9)Non mi ricordo il titolo, ma in Cose Fragili di Gaiman c’è una geniale storia metaletteraria dalle tinte gotiche.
      Poi ci sono anche i libri gotici in wishlist da troppo tempo come Melmoth…
      Eh, quanto alla seconda domanda (lancia un’occhiata alla Musa che è sommersa da appunti sui medium vittoriani), diciamo che il mio ultimo obbrobrio letterario va in questa direzione…
      Ah, ti rigiro le domande, perché voglio conoscere le tue risposte a questi due quesiti 😉.

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      1. Un post sarebbe bellissimo! Di quei titoli ho letto solo “Dr. Jeckill and Mr. Hyde” e qualcosa di Poe, purtroppo conosco poco il genere. Non sono neanche sicuro di sapere bene *cosa* possa intendersi per gotico. In passato ho letto “Gould’s Book of Fish” di Richard Flanagan, che pare sia gotico, ma lo ricordo poco.

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      2. La definizione di gotico è meno rigida di quanto pensassi (vedi >https://www.nypl.org/blog/2018/10/18/brief-history-gothic-horror).
        Il documentario The Art of Gotic di Dixon è un ottimo punto di partenza per saperne di più, ma non so se sia facilmente reperibile on line.
        L’obbrobrio è un work in progress alquanto incasinato, che temo potrebbe disgustarti e/o fonderti il cervello 😅. Comunque il pubblico di Wp si è già espresso (con un raggelante silenzio) sui miei obbrobri: per ora restano nel cassetto.
        Piuttosto, se tu deciderai di lasciare il western per il gotico (o di provare a combinare i generi), leggerò volentieri i tuoi esperimenti 😉.

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      3. Il gothic western ha alcuni rappresentanti, perlomeno su pellicola. Per me ha delle grandi potenzialità, ma il rischio di scadere nel pacchiano e ridicolo è enorme. Tra l’altro ci sono anche film di questo tipo ambientati in Australia, per riagganciarmi all’altro commento…

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