Londra: guida per bibliofili

Siete dei bibliofili anglofili? Amate le opere di Shakespeare e di Dickens? Sognate di visitare Londra? Se avete risposto sì a tutte e le mie domande, siete nel posto giusto. Mentre spulciavo tra gli archivi della Public Library, mi sono imbattuta in un titolo che ha catturato subito la mia attenzione: Booklovers’s London di A. St John Adcock, un’affascinante guida letteraria dedicata alla capitale inglese.

Prima di iniziare questo libro, credevo che le “guide turistiche per bibliofili” fossero un’invenzione recente: mi sbagliavo. Questo genere letterario si è affermato tra i lettori incalliti, desiderosi di scoprire le città attraverso lo sguardo dei loro autori preferiti, già all’inizio del secolo scorso. Booklover’s London non è il capostipite di questa gloriosa schiatta d’inchiostro, ma può comunque vantare un primato: Adcock è stato il primo a mettere in luce la fitta rete di citazioni libresche che si snoda attraverso le strade di Londra.

L’autore ha preso spunto dai suoi libri preferiti e dai titoli più amati dai lettori di inizio Novecento per creare una serie di passeggiate letterarie, di itinerari per booklovers che si snodano da Hampstead Heath a Southwark, dalla Torre di Londra a Smithfield. Adcock ha dato così vita a una città allo specchio, puramente letteraria, eppure così vivida da sembrare reale, che va a sovrapporsi alle sue cartoline della capitale inglese di fine Belle Époque.

Booklovers’s London, grazie al suo accurato indice, permette ad ogni amante dei libri di costruire il suo itinerario turistico letterario su misura. Se fossimo davvero fisicamente a Londra, ci basterebbe sfogliarlo per scoprire quali personaggi sono passati per la via o per la piazza che stiamo visitando e per incominciare a vedere la città con occhi diversi.

Purtroppo, non possiedo un Tardis: siamo bloccati in questo spazio e in questo tempo segnato dal Covid. Però, grazie al potere dell’immaginazione, possiamo concederci una passeggiata virtuale per le vie della capitale inglese. Prima di iniziare il nostro tour devo farvi una doverosa premessa: anche io, come Adcock, ho operato una scelta arbitraria, basata sui miei gusti letterari.

A sud del Tamigi: sulle orme di Shakespeare e di Dickens

Il nostro punto di partenza è il celebre London Bridge, o meglio, la sua attuale “rigenerazione”: nel corso dei secoli, si sono succeduti diversi ponti con questo nome. Riportiamo indietro le lancette dell’orologio, sino all’età vittoriana: riuscite a vedere, con l’occhio della mente, i traghetti descritti in Sketches by Boz, che partivano dall’Old Swan Pier?

Chi è passato per queste arcate? David Copperfield ha attraversato il ponte per recarsi alla scuola di Mr. Creakle. Però noi lettori siamo soliti associare questo luogo a un altro classico: Oliver Twist. Nancy ha dato appuntamento a Mr. Brownlow e a Rose Maylie sul vecchio London Bridge. Ai tempi di Adcock, attraversando la strada sul lato a est del ponte, e guardando verso Rotherhithe, si poteva scorgere lo slum di Jacob’s Island, uno dei covi di Sikes.

Ritorniamo al presente e raggiungiamo Southwark, la zona della città in cui riecheggiano ancora le battute di Shakespeare. Nella suggestiva cattedrale gotica riposano Edmund, il fratello del Bardo, il drammaturgo Fletcher e il poeta Gower, un contemporaneo di Chaucer, raffigurato mentre riposa la testa su una pila di libri.

Il Globe Theatre, la “o di legno” in cui hanno preso vita le opere di Shakespeare e di Ben Jonson, sorgeva nei pressi del ponte di Southwark. Ai tempi di Adcock, quest’area era occupata da una distilleria gestita dagli eredi un tale Mr. Thrale, un amico del Dottor Johnson. Oggi, invece, i londinesi e i turisti possono ammirare una fedele riproduzione del Globe: Londra è una città in perenne mutamento, ma, nonostante tutte le sue rigenerazioni, non dimentica mai il suo passato letterario.

Procediamo verso Borough High Street. Passiamo davanti alla chiesa di St. George the Martyr, dove la Piccola Dorritt è convolata a giuste nozze, e poi imbocchiamo Lant Street, la strada in cui Dickens abitava da fanciullo, quando suo padre era imprigionato a Marshalesea. Oggi un nuovo fantasma letterario aleggia in questa via: la Ladra di Sarah Waters.

La nostra gita a Southwark si conclude con la visita a due locande letterarie. La prima, la celebre Tabard di Borough High Street, il punto di partenza dei pellegrini di Chaucer, non esiste più. Invece al posto del White Hart, l’inn in cui Shakespeare ha ambientato una scena dellEnrico VI è sorto un altro locale. Ai tempi di Adcock, il “nuovo” Hart ospitava il “Sam Weller Social Club”, un circolo dedicato al fedele servitore di Pickwick: non so voi, ma io adoro questi cortocircuiti letterari :).

Una passeggiata in compagnia di Dickens

Secondo Adcock, tutta la City appartiene all’autore di Oliver Twist e, allo stesso tempo, il grande scrittore appartiene interamente alla città. Dovunque si vada, è impossibile sfuggire al suo fantasma. Camminando lungo lo Holborn o lungo Newgate Street si ha l’impressione di stare ripercorrendo i passi dell’autore di Sketches by Boz.

Oggi siamo soliti associare l’incantevole Leadenhall Market alla magica Diagon Alley, ma questo affascinante angolo di Londra, un tempo, apparteneva esclusivamente ai personaggi di Dickens: Tim Linkinwater, l’impiegato dei fratelli Cheeryble, faceva qui il suo “shopping”, mentre Sam Weller bazzicava da queste parti con suo padre.

Lasciamo la zona di Smithfield e raggiungiamo Newgate Street, un tempo sede dell’omonima prigione. Passiamo davanti a St. Sepulchre, ripercorrendo le orme di Nancy e Sikes. A ovest della chiesa, ai tempi di Dickens, sorgeva il Saracens’s Head Inn, il quartier generale dell’infido Mr. Squeers.

Una strada letteraria: Wood Street

Questa via è affollata di fantasmi letterari: Donne è nato qui; Shakespeare ha vissuto per diversi anni all’incrocio con Silver Street; in Wood Street sorgeva il Mytre, la taverna citata nei diari Pepys e in una commedia di Jonson; qui, almeno ai tempi di Adcock, si trovava un albero letterario, legato a una poesia di Wordsworth (Reverie of Poor Susan).

Un luogo iconico: la Torre di Londra

Di dynamosquito from France – Tower of London, CC BY-SA 2.0.

La sinistra Torre non ha bisogno di presentazioni. Di qui sono passati grandi autori come Chaucer, Shakespeare (il Bardo ha ambientato tra queste mura diverse scene del Riccardo III), Scott, Dickens, Tackeray, Browning e Tennyson. Se visiterete questo luogo carico di storia, camminerete all’ombra di questi giganti.

Una città letteraria

Booklovers’s London è una guida letteraria un po’ datata che, almeno ai miei occhi, presenta mancanze quasi imperdonabili: dov’è il buon vecchio Sherlock? Per non parlare delle lunghissime citazioni letterarie che interrompono a ogni piè sospinto il filo del discorso: sarebbe stato meglio “condensarle” o inserirle in un’apposita appendice. Nonostante i suoi limiti, questo testo possiede ancora un certo fascino, specialmente per gli amanti della Londra dickensiana. Vi invito a sfruttare le conoscenze di Adcock per dare vita al vostro itinerario ideale. Nessun lettore può sfuggire al fascino di Londra, città letteraria per eccellenza:

You may be irresistibly attracted to London by its glamorous literary or historical associations; by the fulness, variety, and eagerness of its life ; by the homely sense of human neighbourhood that enfolds you in its crowded thoroughfares; by the bizarre splendour and pulsing movement of it when all the lamps are alight and the shop-windows flood the tumultuous streets with golden fire ; by the mystery and stranger beauty of it when it lies lifeless under the quiet stars and so lonely that you can hear the echo of your footsteps (…)

Approfondimenti:

Consigli letterari “very british” sul mio vecchio blog

Post londinesi sul blog Turismo Letterario

Le mappe letterarie di Londra – Zingarate

A Guide for Book Lovers – Culture Calling

I tips di Culture Trip

7 pensieri su “Londra: guida per bibliofili

  1. Complimenti Benny, hai messo in evidenza che non solo con la conoscenza, ma anche con l’immaginazione si ha modo di poter viaggiare. La tua accurata descrizione è la migliore macchina dello spazio/tempo che esista. Meglio del Tardis e della DeLorean di Ritorno al futuro.
    Sono d’accordo: nessun lettore può sfuggire al fascino della Londra letteraria.

    Piace a 2 people

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