Period Power

Dobbiamo parlare di mestruazioni. Avete fatto un salto sulla sedia? Vi sentite già a disagio? Beh, non dovreste: tutti noi, indipendentemente dal genere con cui ci identifichiamo, dovremmo poter discutere apertamente di ciclo mestruale, assorbenti e compagnia bella. Perché? Perché continuare a passare sotto silenzio questi argomenti equivale a fare dei passi indietro lungo la già sin troppo lunga strada che porta alla parità tra sessi. Parola di Nadya Okamoto, autrice dell’ispirato saggio Period Power. A Manifesto for the Menstrual Movement (Simon&Schuster, 2018).

Nella puritana America – e nel resto del mondo – le mestruazioni sono ancora considerate come un tabù, come qualcosa di cui non si può parlare apertamente e seriamente. Purtroppo, la maggior parte dei discorsi in cui viene menzionato “quel periodo del mese” ruotano attorno al cliché secondo cui le donne non sono affidabili perché sono “ostaggio” dei loro ormoni pazzerelli. Non so voi, ma io trovo che questa tendenza all’omertà e questi stupidi pregiudizi siano piuttosto avvilenti.

Perché non possiamo parlare di un normale fatto biologico? Perché chi ha il ciclo deve vergognarsi del suo corpo? Perché le ragazze vengono educate a occultare i loro assorbenti come se fossero pacchi di droga o di esplosivo? Se ci pensate su, vi renderete conto che esiste uno stretto legame tra mestruazioni e disparità tra sessi. Nadya Okamoto se n’è accorta sin da giovanissima. Invece di accettare lo stato delle cose, ha deciso di scendere in prima linea: ha fondato una Ong ed è diventata la portavoce del Menstrual Movement.

Period Power è una sorta di “enciclopedia” del ciclo mestruale: si parte dagli aspetti più tecnici – come funziona a livello biologico, quali prodotti sono stati inventati per gestire il flusso – per poi passare ad aspetti culturali e sociologici. Questo saggio può quindi essere considerato sia come una “guida alle mestruazioni”, sia come un manifesto nato dall’esigenza di rivendicare diritti troppo a lungo negati.

Il libro di Okamoto è dannatamente istruttivo: c’è molto da imparare e – spoiler – c’è molto per cui incazzarsi. Permettetemi di condividere con voi alcuni argomenti di discussione, niente affatto scontati, affrontati in Period Power:

Le mestruazioni non sono solo una faccenda da ragazze

Okamoto ci ricorda che le mestruazioni non riguardano solo le donne, ma anche alcuni uomini transgender e persone che si identificano come non binary o genderqueer. Chi vende assorbenti, tamponi etc. si rivolge solo alle donne, dimenticandosi di loro. Sarebbe ora di iniziare a ideare prodotti e pubblicità più inclusive: dobbiamo sforzarci di superare l’ormai obsoleta opposizione binaria tra maschile e femminile.

Se volte saperne di più, vi rimando a questo articolo di TeenVogue.

I prodotti per l’igiene mestruale non sono un lusso

Perché diamine dei prodotti necessari, fondamentali, sono tassati come beni di lusso? Perché non ci sono dispenser di assorbenti nei bagni pubblici e nelle scuole? Forse perché la maggior parte dei politici sono uomini e se ne fregano delle esigenze di chi ha un utero? Direi di sì. La Pink tax (un tassa ingiusta, che riguarda tutti prodotti considerati “femminili”) ci ricorda quanto siamo ancora lontani dal raggiungere la parità tra sessi.

Volete provare a cambiare le cose? Potete firmare la petizione Stop Tampon Tax lanciata da Onde Rosa.

Povertà e mestruazioni

A prescindere dalla tassazione, i prodotti per l’igiene mestruale hanno un costo che non tutti possono permettersi di sostenere. Ci sono persone che si sono ritrovate a dover scegliere tra mangiare o comprare un pacco di assorbenti. Quando riflettiamo sulle esigenze primarie di chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena e dei senzatetto, pensiamo subito a beni essenziali come il cibo e i vestiti, dimenticandoci che anche gli assorbenti sono essenziali. Chi non li ha deve ricorrere a pezzi di cartone, buste della spesa e altre soluzioni anti-igeniche che rischiano di compromettere la sua salute.

Rischi per la salute

Ecco, confesso che non ci avevo mai pensato, ma i prodotti per l’igiene mestruale possono comportare serie complicazioni – come la TSSse non vengono utilizzati e/o prodotti nel modo corretto. Per questo motivo è necessario fare informazione nelle scuole e assicurarsi che chi ha il ciclo conosca bene i prodotti che utilizza. Allo stesso tempo, però, bisogna anche obbligare le aziende a impegnarsi per rendere i tamponi sempre più sicuri.

Rappresentazione

Quante volte avete visto in tv o al cinema delle donne con le mestruazioni? In quanti dei libri che avete letto le protagoniste discutevano del loro ciclo? Io mi ricordo un sacco di uomini intenti a masturbarsi, ma non altrettante ragazze alle prese con assorbenti introvabili. Se mi spremo le meningi, mi vengono in mente solo madri/figlie/colleghe isteriche in preda alla PMS. Dannato cliché duro a morire.
Per fortuna, in America le cose stanno iniziando a cambiare, grazie all’intervento di produttrici televisive intelligenti e determinate. Dal punto di vista degli spot, anche noi italiani stiamo facendo dei passi in avanti, anche se in alcune pubblicità continuano a comparire fiale piene di mistici fluidi blu o violetti. Abbiamo ancora così paura del sangue mestruale? #Bloodnormal

Uomini (cisgender) mettetevi nei panni di chi ha le mestruazioni

Vi riporto una battuta citata da Okamoto: “se gli uomini avessero le mestruazioni, le trasformerebbero in una specialità olimpionica e farebbero a gara a chi sanguina di più”. Ecco, forse per abbattere lo stigma che circonda il ciclo è necessario far sperimentare “quel periodo del mese” ai ragazzi. Beh, si può fare.

Il team di Buzzfeed, grazie a una pompetta piena di un surrogato del sangue mestruale, ha fatto mettere alcuni volontari nei panni di chi ha le mestruazioni. Morale della favola? Quei ragazzi, al termine del test, hanno capito che nessuno dovrebbe mai discriminare o prendere in giro chi deve fare i conti con le varie fasi del ciclo. C’è di più: si sono anche resi conto che gli assorbenti dovrebbero essere un diritto garantito, non un lusso.

La parità passa anche dagli assorbenti

Le mestruazioni riguardano tutti: transgender, transessuali, gender fluid, intersex, non binary, genderqueer, donne cisgender e uomini cisgender. Chi decide di ignorarle ostacola il raggiungimento dell’eguaglianza tra sessi e mette a rischio i diritti di ognuno di noi.

12 pensieri su “Period Power

  1. Quando sono andata in Erasmus nel Regno Unito, nei bagni dei vari edifici del campus (facoltà, biblioteca, ecc.) avevo trovato distributori di assorbenti ed ero rimasta piacevolmente sorpresa. Però ho seri dubbi che sia una pratica largamente diffusa.
    In Italia spesso manca direttamente anche la carta igienica, quindi credo che la strada sia ancora molto lunga…

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    1. Quando sono andata in vacanza studio in Inghilterra non ho trovato simili distributori. Era un campus troppo piccolo? Le cose sono cambiate in meglio dopo? Chissà. So solo che mi sono venute le mestruazioni in anticipo e mi sono ritrovata a dover chiedere degli assorbenti in un centro commerciale. Non sapevo nemmeno come si chiamavano in inglese. Alla fine mi ha salvata una gentile signora che ha capito di che cosa avessi bisogno.
      C’è molto da fare, purtroppo. Qui in Italia ho trovato degli assorbenti solo nei kit di cortesia di alcuni alloggi di Airbnb.

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  2. Laura

    L’attendibilità scientifica del testo in questione lascia a desiderare: un individuo nato biologicamente maschio non ha le mestruazioni perché non dotato di ovaie che allo stato attuale delle conoscenze non possono fare l’oggetto di trapianto.

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  3. Quanto mi fa innervosire che i prodotti per l’igiene mestruale siano considerati un lusso. Si vede che chi fa le leggi non ha mai dovuto convivere con il ciclo.
    Ricordo di aver trovato un distributore di assorbenti una sola volta in un ristorante di un certo livello. E questo purtroppo avvalora l’idea del prodotto di lusso. Petizione firmata.

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  4. Trovo ridicolo il blu rassicurante che si usa per pubblicizzare gli assorbenti. IL SANGUE E’ ROSSO!! Ma sarebbe troppo violento presentare il rosso sul bianco del tampone o dell’assorbente esterno. Quindi, si edulcora. Per non parlare del luogo comune “ti vedo nervosa, hai le mestruazioni?” “No, sono nervosa perché devo lavorare con una testa di ***** come te!”. Interessante l’esperimento, ma dovrebbero anche stimolare il dolore (pancia e reni…) e poi – forse – potranno vagamente capire.

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