La comfort zone del lettore

Noi lettori siamo creature abitudinarie: tendiamo a ritagliarci una comfort zone, a prediligere certi generi letterari, autori e case editrici. Vogliamo evitare a tutti i costi di rimanere delusi dai nostri libri: ogni nuova lettura deve rivelarsi un’esperienza speciale, coinvolgente o, perlomeno, gradevole. Dovremmo essere esploratori intrepidi, pronti ad esplorare tutti i mari d’inchiostro, ma il timore del naufragio ci spinge verso isole conosciute, verso porti sicuri. Facciamo bene a tenerci strette le nostre certezze oppure dovremmo spingerci al di là delle Colonne d’Ercole?

Un po’ di tempo fa, mi sono imbattuta in un post de Il mestiere di leggere, in cui si parlava anche della “comfort zone del lettore”. Pina Bertoli ci ha ricordato che per alimentare la nostra intelligenza, emotiva e non, dovremmo uscire dalla nostra “zona sicura“: altrimenti rischiamo di confrontarci solo con idee già note e di non offrire mai al nostro cervello nuovi imput. Diciamo di voler leggere per espandere i nostri orizzonti, ma poi ci chiudiamo in un recinto limitato e limitante, incapace di stimolarci.

Tento un paragone un po’ azzardato tra letteratura e cucina. Immaginate di essere clienti abituali di un ristorante – la letteratura – che ha in menù mille e più piatti provenienti da tutto il mondo, e di ostinarvi a ordinare sempre un’amatriciana, perché non volete correre dei rischi. Sono la prima ad averlo fatto: da ragazza, per un’intera estate, ho letto solo gialli di Agatha Christie, senza mai variare menù. Però facendo così rischiamo di limitarci, di non accorgerci mai che anche altri piatti sono in grado di soddisfare il nostro appetito letterario e di regalarci nuove esperienze.

Vi confesso che questo post è nato anche dalla consapevolezza, maturata negli ultimi mesi, di quanto la comfort zone possa rivelarsi insidiosa. Mi è capitato di fidarmi ciecamente di case editrici, autori o trame che sembravano rispondere alla perfezione ai miei gusti. Non ho vagliato attentamente le recensioni di altri lettori e non mi sono presa del tempo per riflettere. Morale della favola: sono andata incontro a delusioni che mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Invece, quando ho lasciato la “zona sicura”, ho finito col trovare nuovi autori e generi del cuore.

l'ultimo lettore piglia

D’accordo, mi direte, ma vuoi mettere il senso di frustrazione provocato da un libro troppo lontano dai nostri soliti gusti? Per non parlare dei soldi buttati al vento. Perché dovremmo scegliere un romanzo che non ci convince del tutto? Avete ragione, però esistono dei sistemi per provare ad aggirare la comfort zone: metodi che vi permetteranno di tenere al sicuro i vostri risparmi, ma che, lo devo ammettere, non vi tuteleranno del tutto da delusioni e frustrazioni. Quando si lasciano le Colonne d’ercole della zona sicura, bisogna mettere in conto sia il rischio di imbattersi in qualche tempesta, sia la possibilità di scoprire terre incognite e meravigliose.

Che ne dite di provare a mollare gli ormeggi e di andare alla ricerca di isole del tesoro non segnate sulla vostra solita mappa letteraria? Ovviamente siete liberi di non fidarvi dei consigli di navigazione-lettura di un “capitano” fuori dalle righe come me e di tenervi stretta la vostra comfort zone. Se, invece, siete disposti a sperimentare nuovi generi e autori, vi posso offrire qualche, per quanto banale, dritta:

1. Sfruttate a vostro vantaggio le biblioteche fisiche e virtuali. In questo modo, potrete uscire dalla zona di sicurezza, senza provare mai il rimorso dell’acquirente. Rompente il ghiaccio lasciandovi ispirare da un titolo o da una copertina, poi controllate le recensioni su internet (mi raccomando, leggete sia i commenti a cinque stelle che quelli più critici e fate una media tra i due) e verificate se il vostro istinto ha colto nel segno. Se il libro non dovesse rientrare nei vostri gusti, potrete sempre riconsegnarlo o spegnere l’ebook reader.

2. Ascoltate i consigli di blogger che trattano autori e temi al di fuori della vostra comfort zone. Leggete attentamente le loro recensioni e decidete se vale o meno la pena di “rischiare”, di provare qualcosa di nuovo.

3. Non fatevi imprigionare dalla “gabbia dei generi”. Negli ultimi anni ho letto poche, pochissime poesie: mi ero convinta che rime e strofe non facessero per me, che quel genere non fosse in grado di toccare il mio cuore. Negli ultimi mesi, sorpresa, mi sono ritrovata a destreggiarmi tra haiku e sonetti. Cosa è cambiato? Forse, sono diventata una lettrice più versatile o, forse, sono finalmente riuscita a trovare autori capaci di accendere il mio interesse. Lo stesso può valere per voi: non scartate a priori un genere, ma valutate caso per caso, libro per libro.

4. Uno nessuno e centomila lettori: siamo fatti per cambiare . Forse questa “area sicura” non è altro che una grande illusione: pensateci bene, siete davvero certi che sia la stessa di quando eravate adolescenti o anche solo di cinque anni fa?

Fatemi sapere quali sono i “limiti” della vostra comfort zone! Siete pronti a lasciare la “zona sicura” oppure volete tenervi strette le vostre certezze?

Altri consigli per evadere dal solito tran tran letterario:

Le proposte (in inglese) di Bookriot

Le riflessioni di Librofilia

23 pensieri su “La comfort zone del lettore

  1. Un post molto interessante, l’ho letto volentieri. Io sono uno di quelli che difficilmente riescono a uscire dalla propria comfort zone. Il problema é che sono cosí tanti i libri che voglio leggere e che appartegono alla mia comfort zone che non riesco ad aprimirmi a nuove letture. Seguo comunque vari blog di letteratura (compreso il tuo) e ogni tanto qualche titolo s’infila con prepotenza nella mia lista… Infinite jest ci é finito grazie a te (o per colpa tua) dipende da che lato si vede 😀
    Ma ci sono dei generi che difficilmente rileggeró perché ci ho provato varie volte e non ce la faccio proprio, tra questi il fantasy.
    Alla prossima!

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  2. Uno dei “diritti del lettore” di Pennac è infatti il diritto di leggere qualsiasi cosa. Per cui sostengo la tua idea. Bisogna provare anche lidi mai esplorati e se va male, ricordarsi che un altro dei diritti sacrosanti del lettore rimane comunque quello di non finire un libro…

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  3. Per me la comfort zone è molto importante. Leggo quasi tutti i generi (quasi mai il romance, in realtà), ma sono molto scettico verso la narrativa non di genere. I blog che seguo e la libreria della fidanzata aiutano a uscire un po’ dalle mie letture abituali e si scoprono delle belle sorprese, spesso anche tra le migliori dell’anno, proprio perché diverse dal solito. Alcuni tipi di letture, però, temo proprio che non facciano per me.

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  4. Non credo di avere una comfort zone. Ho alcuni autori che amo molto e di cui non perderei un titolo, questo sì, e ho argomenti che mi interessano e altri no. Ma sono portata a sperimentare, a provare cose nuove, autori mai letti, appartenenti a culture diverse. Però non mi vedrete mai con in mano un romanzo rosa…

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  5. Personalmente, provo di non fissarmi troppo su un genere. OK, non credo di leggere un “Harmony” un giorno, ma anche se leggo varie sfumature di giallo o di fantasy, mi piace leggere un saggio o un libro di narrativa “non di genere”.
    Stranamente, sono più eterogeneo con i fumetti: passo dai comics Marvel e DC alle graphic novel europee (perlopiù italiane) e dalle serie Bonelli all'”archeologia” del fumetto italiano o americano.

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  6. Ho passato anni a leggere thriller e oggi ho praticamente smesso ma qualche giallo me lo concedo. Ho riscoperto i romanzi storici anche se continuo a scegliere quelli ambientati nel medioevo o poco prima, con poche variazioni. Non posso però fare a meno di King. Seguo tanti blog di libri come il tuo proprio per scoprire sempre qualcosa di diverso!

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  7. Negli ultimi anni sto provando a uscire un po’ dai miei confini naturali, anche perché tra blog e YouTube scopro tante belle trame o libri particolari che sulla carta mi stuzzicano. Però non mi lancio mai a occhi chiusi, prima leggo un po’ di recensioni diverse, e soprattutto leggendo quelle negative riesco a farmi un’idea migliore (quello che non piace ad altri può essere quello che ricerco io). E poi sfrutto l’estratto gratis che offre Amazon per ormai moltissimi libri!

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  8. Bel post, grazie di averlo scritto. Io vado molto a periodi: se alcune volte cerco di espandere i miei orizzonti letterari, peraltro scoprendo a volte dei gioiellini, in altri momenti invece ho proprio bisogno di rimanere nella mia zona sicura. Per esempio, in questo anno di pandemia, sono uscita pochissimo dalla mia comfort zone perché non me la sentivo di correre rischi.
    Comunque anche io da ragazzina ho divorato Agatha Christie per un periodo, tanto da arrivare a overdose e non leggere più gialli per tipo 20 anni! Ora da qualche anno ho ricominciato e sono tornati a far parte della mia comfort zone 🙂

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  9. Sulla prima dritta: d’accordissimo. i libri brutti sono uno spreco di soldi e di tempo: cerchiamo di risparmiare almeno i primi!🤣 E aggiungerei di dare retta alle recensioni, perché io a volte mi incaponisco a leggere libri che hanno un’alta possibilità di non piacermi solo per constatare se le persone hanno ragione o meno!😅

    Sulla seconda: aggiungerei anche sfide letterarie e gruppi di lettura. Anche senza partecipare attivamente, sbirciando qua e là online si possono ricevere ottimi spunti.

    Sulla terza: è un limite che mi ponevo più da ragazzina, più soggetta alle influenze dellз adultз. poi leggendo ho imparato che mi dà più gioia seguire gli argomenti che mi interessano in qualunque genere vengano trattati. Quindi per me la sfida è mantenere la curiosità attiva per vari argomenti.

    Sull’ultima: io sono abbastanza sicura di non essere la stessa persona nemmeno di una settimana fa, figuriamoci! Anzi, leggere mi aiuta (e contribuisce) molto a questo cambiamento.

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    1. Sono sempre stata refrattaria ai gruppi di lettura: mi sa che dovrò provare a uscire anche da questa comfort zone ;).
      Quanto alle recensioni online: di tanto in tanto è bello andare controcorrente (anche se lo si fa a proprio rischio e pericolo).
      Grazie per questo commento così articolato: è sempre bello confrontare diversi punti di vista.
      Buone letture!

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  10. Dai commenti capisco che ci sono tanti lettori, tra cui conto anche me, che amano avventurarsi nel mondo della lettura. Personalmente ho i miei scrittori di riferimento, quelli che prediligo e dei quali non mi perderei nemmeno un libro, ma la cosa più eccitante della lettura è proprio andare alla scoperta, cercare tra gli scaffali della libreria (o della biblioteca) e “sentire” i libri, a prescindere da quello che hanno detto o scritto critici o utenti del web o semplicemente il proprio partner. Si sceglie il libro che ci ha scelto. Buone letture!

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