Di qui passa Kafka

Dodici saggi, dodici frammenti che, una volta riuniti, danno vita un’immagine in cui si possono scorgere due figure diverse, a seconda dell’angolazione da cui la si osserva: da una parte c’è il profilo di un uomo, dall’altra quello di una città. In di Di qui passa Kafka (Adelphi, 2002) Johannes Urzidil ha messo in luce sia la “singolarità” dell’autore della Metamorfosi, sia l’unicità di Praga, la città magica che è presente ovunque nei suoi scritti.

Così era Kafka

Franz Kafka

Urzidil è un testimone d’eccellenza: ha passeggiato per le vie di una Praga popolata da almeno centoquaranta scrittori di lingua tedesca. Tra quei centoquaranta autori c’era anche un certo signor K. … I saggi – approfonditi, colti, ricchi di citazioni, eppure estremamente scorrevoli –  raccolti in Di qui passa Kafka ci offrono l’opportunità unica di incontrare K. al tavolo di un caffè, di osservarlo attraverso gli occhi di un uomo che ha riconosciuto subito il suo genio.

In queste pagine, l’ideatore della Metamorfosi ci appare non tanto come un individuo perennemente tormentato, inseguito dall’ombra di un padre terribile, quanto come un intellettuale dotato di una lucida ironia e di uno sguardo penetrante che metteva a nudo la condizione originaria ed essenziale delle cose e degli uomini . I saggi di Urzidil ci permettono di andare oltre i soliti cliché, oltre il Kafka-personaggio, per riscoprire sia “l’uomo reale” sia la città da cui ha tratto ispirazione.

La prosa d’idee del grande scrittore praghese, una prosa tutt’ora attuale che, potremmo essere tentati di definire profetica, traeva la sua linfa vitale non da oniriche visioni del futuro, ma dalla realtà quotidiana di Praga:

Ogni metafora contiene sempre di più di quanto l’autore intendesse racchiudervi, giacché un’immagine conduce una propria autonoma esistenza e – quando è autentica ed esatta – sviluppa da sé significati per i quali, al momento del suo sorgere, forse non esistevano ancora riferimenti e motivi esterni. (…)

Le immagini di Kafka non sono propriamente immagini, ma la realtà che sta dietro alle immagini, nelle quali il mondo e l’esistenza si offrono allo sguardo. L’esistenza è sempre e solo simbolica, e la tragicità del simbolo consiste nella sua incessante e vana ricerca di quanto viene simboleggiato. (…)

Statua Franz Kafka Praga
Di Photo: Myrabella / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15540490

Urzidil si è soffermato sia sui temi principali sia sullo stile delle opere di K.: le sue pagine sono la migliore introduzione al corpus kafkiano. I suoi acuti saggi ci aiutano ad orientarci nel labirintico e insieme nitido periodare di Kafka, spezzato da continue proposizioni incidentali, che sembra non giungere (o non voler giungere) alla fine.

Mentre sfogliamo Di qui passa Kafka, veniamo presi dall’irrefrenabile desiderio di leggere (o di rileggere) capolavori come Il messaggio dell’imperatore, Davanti alla legge, Nella colonia penale: avvertiamo il bisogno di incontrare (o di rincontrare) lo scrittore che equiparava l’atto della creazione letteraria a quello della preghiera. Prima di poterci abbandonare al piacere della lettura, dobbiamo però conoscere più a fondo anche l’altra protagonista di questo libro: la città nera e magica per antonomasia.

La Praga di Kafka

Kafka museum Praga
By Mister No, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59816737

La capitale boema, ai tempi dell’Espressionismo, era una città di scrittori. Quei letterati erano influenzati da almeno quattro mondi, da almeno quattro fonti etniche: il mondo tedesco, quello ceco, quello ebraico e quello austriaco. Questa ricchezza di sfaccettature nazionali, sociali e confessionali rendeva Praga una città cosmopolita, ricca di fervori intellettuali: il crogiolo perfetto dare vita a pietre filosofali di carta e d’inchiostro.

Urzidil ha ricostruito l’atmosfera e lo spirito della capitale, dando vita al vivido ritratto di una città che non esiste più:

Mai era stata così compiutamente e tipicamente Praga, e mai più lo sarebbe stata come durante la vita di Kafka. (…) sapevamo che quella Praga era contenuta ovunque nell’opera di Kafka, in finissime particelle. In ogni sua riga noi potevamo e possiamo ancora assaporarla, e non importa che di anno in anno la sua opera divenga più essenziale e sembri svincolata da legami locali e personali.

A questo punto una domanda sorge spontanea nella nostra mente: dove “passava” K., quali luoghi era solito frequentare? Di pagina in pagina, veniamo a sapere che lo scrittore bazzicava solo di rado i caffè della città, però era possibile incrociarlo al Continental, all’Edison e all’Arco, il ritrovo dei letterati “Arco-nauti” che Urzidil ha celebrato in Trittico praghese.

Possiamo ritrovare l’ombra di Kafka anche in una casa di bambola, una casetta della Alchyminsengasse, il vicolo degli alchimisti:

(…) in qualsiasi direzione (…) si aggirasse fra la Città Vecchia e lo Hradschin, verso l’alto o verso il basso, si trovava immerso in un’atmosfera avventurosa e quasi oltremondana, un’atmosfera che si può cogliere in ogni frase dei suoi scritti (…).

Vicolo d'oro casa Kafka
Di Morgan Sand – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27025685

La capitale boema aleggia in ogni pagina di K., come un fantasma ineliminabile, ma solo chi la conosce bene, chi la ama, è capace di scorgere il suo profilo tra le righe:

(…) la città natale rimase (…) la sua maggiore e costante fonte estetica. La Karlsbrücke, la Theinkirche, la cattedrale di San Vito e altre architetture esterne, come numerosi interni, offrirono gli scenari manifesti o segreti di molte sue prose.

Di qui passa Kafka è un invito non solo a rileggere, con uno sguardo più attento e consapevole, le opere del signor K., ma anche a incontrare gli altri scrittori che passeggiavano per le vie della sua Praga.

Per approfondire:

La guida di Turismo Letterario 

Un sito dedicato interamente alla Repubblica Ceca

La guida culturale di Patrizia Runfola – anteprima di Google Books (cercate il capitolo Le ali del corvo) 

La puntata di Punto di svolta dedicata a Kafka

3 pensieri su “Di qui passa Kafka

  1. Pingback: Viaggi letterari – Praga, Repubblica Ceca – Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

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