Per antiche strade

Precursori, viaggiatori, pellegrini, esuli, briganti e soldati: la storia d’Europa è fatta di tante singole di storie, di uomini e donne che si sono messi in cammino lungo le arterie del Vecchio Continente. Per antiche strade di Mathijs Deen (Iperborea, 2020) ci parla delle orme lasciate dai nostri antenati: impronte in cui è possibile scorgere il ritratto di un’Europa tormentata, terra di sangue versato, ma anche di sangue mescolato, di scontri e incontri.

Leggere il libro di Deen equivale ad andare alla ricerca delle nostre radici e a interrogarsi, in un momento storico in cui è più importante che mai farlo, su cosa significa essere europei. Come consideriamo le strade che attraversano il nostro continente? Sono valichi aperti verso nuove opportunità, verso risorse e conoscenze condivise, oppure sono avamposti da difendere per tenere lontani fantomatici invasori? Da che parte vogliamo andare? Quale via-futuro vogliamo percorrere?

Per antiche strade rientra nella categoria dei “libri-esigenti”: testi che richiedono la nostra completa attenzione, opere che, come una puntata di Report o un documentario di Alberto Angela, ci costringono a riflettere, a vagliare con cura ogni parola. Questo mosaico di storie – finestre aperte sul passato che ci parlano del nostro oggi e del nostro domani – esige una lettura a passo d’uomo: dobbiamo fermarci lungo il cammino, accamparci tra le righe, per poi riprendere la marcia con le idee più chiare.

Mathijs Deen ci invita a liberarci dall’immaginario mitico – fonte di vere e proprie epopee nazionali –  delle grandi arterie americane, delle strade-madri:

Le strade europee non sono protagoniste di una narrazione nazionale come quelle degli Stati Uniti. Non esiste un Furore europeo, un’idea europea della costruzione della nazione lungo le strade che hanno dischiuso il continente, o un’idea della conquista del paesaggio lungo la spina dorsale di vie di transito.


Le ragioni non mancano. Le strade d’Europa esistono da migliaia di anni, sono state battute da migrazioni, commerci e conquiste. Non appartengono a nessuno in particolare. Conducono attraverso un continente frammentato, tradizionalmente abitato da clan che spesso si odiano a morte.

Le strade europee, percorsi che, in teoria, dovevano servire a unire i popoli, sono state attraversate più spesso da eserciti in lotta che da uomini armati solo di buona volontà. Nel tentativo di superare questo retaggio di sangue, tra il 1947 e il 1950, a Ginevra, si è discusso dell’idea di collegare tra loro i paesi che si erano massacrati a vicenda nel corso delle due guerre mondiali. Purtroppo, per superare dei muri, fisici e mentali, costruiti nel corso di secoli, serviva e serve tuttora uno sforzo immane.

Noi europei avevamo e abbiamo tuttora un disperato bisogno di costruttori, di innovatori in grado di guardare al di là dell’orticello dei propri interessi personali o nazionali. Purtroppo gli uomini e le donne capaci di pensare a un bene più grande, a quel bene comune che, incredibile a dirsi, comporta più vantaggi per tutti, scarseggiano o vengono respinti ai margini del nostro sempre più diviso e instabile continente.

In attesa di un’era segnata da viaggiatori e costruttori in grado di cicatrizzare ferite mai sanate e di rendere davvero unita la frammentata Unione Europea, possiamo solo metterci in cammino lungo le antiche strade. Proviamo ad andare alla ricerca di risposte, di nuove prospettive e di storie capaci di rischiarare il nostro oscuro e inquieto presente. Proviamo a ripercorrere i passi dei nostri precursori:

Chi viaggia attraverso l’Europa viaggia sempre sulle orme di qualcun altro. Sotto ogni impronta ce n’è una precedente.

Di Gehring Sven – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Leggere questo libro equivale a salire a bordo di una macchina del tempo, a compiere un lungo viaggio che parte dagli albori, dall’incontro con i primi uomini approdati sul continente, per concludersi ai giorni nostri. Lungo il cammino, Mathijs Deen ci rivela aneddoti affascinanti come quello legato al “calderone di Obelix” – il reperto da cui René Goscinny ha tratto ispirazione per i suoi celebri fumetti – e ci svela i segreti di un mondo fatto di manufatti che continuano ad affiorare dal suolo dell’Europa, di storie in continua evoluzione.

In Per antiche strade, realtà e finzione si intrecciano: le storie di Deen affondano le loro radici in documenti storici, diari e saghe. Lo scrittore ha ripercorso le vite e i passi di uomini e donne che, grazie alla sua scrittura semplice e coinvolgente, ci appaiono vivi, reali e più simili a noi del previsto. Impossibile dimenticarsi di Bulla, l’astuto bandito dai mille travestimenti, vera e propria spina nel fianco dei patrizi romani, impossibile scordarsi del tenace Charles Jarrott, segnato dal ricordo della Race to Death, della mortale corsa Parigi-Madrid.

Mentre ripercorreva le strade d’Europa, lo scrittore ha finito anche con l’incontrare visi famigliari come quello del suo antenato Coenraad Nell, stremato e traumatizzato dalla lunga marcia che fu fatale all’armata di Napoleone. Due altri volti a lui cari sono quelli di Mohamed Sayem e di suo nonno, sospesi tra Africa e Europa. Da una parte quindi c’è la storia di chi è stato costretto a percorrere una via insanguinata, aperta col ferro e col fuoco, mentre dall’altra c’è il racconto di un nonno che ha costruito una strada per riportare a casa i suoi parenti, per cercare di tenere uniti i rami di un albero familiare che si estende su due continenti.

Ognuna di queste vite-vie, che dobbiamo percorrere con attenzione, è legata alle altre da una rete di segrete corrispondenze: la biografia della coraggiosa e instancabile Guðríð, pagana convertita al cristianesimo in cerca di risposte sull’aldilà, si sovrappone a quella del converso Jacob Barocas, in fuga dall’Inquisizione spagnola.

Il racconto di queste strade intraprese ci offre anche l’occasione perfetta per riflettere sulle ferite e inquietudini che oscurano il volto dell’Europa. Questi fili-esistenze collegano passato e presente, superando la barriera del tempo e rivelandoci quanti pochi passi avanti abbiamo fatto. Per esempio, l’epopea di Boiorix, costretto a lasciare lo Jutland, in seguito alla devastazione provocata dalle maree, ci riporta alla mente le odissee dei profughi del ventunesimo secolo:

Il mare li aveva cacciati dalle loro case, i parenti non potevano accoglierli. Si misero in viaggio, diretti lontano dalla costa, esuli, affamati, incattiviti. Erano in tanti, forse migliaia. Il piccolo Boiorix era uno di loro. Aveva sì e no dieci anni.

(…)
Siamo nel 2016 quando le parlo e, come reazione all’arrivo in Europa dei profughi provenienti dall’Africa e dalla Siria, molti Paesi tendono a prendere provvedimenti che limitino o scoraggino l’ingresso di questi stranieri. In Danimarca è diventato reato anche solo dare un passaggio in auto a un profugo, tanto per dirne una.


Per antiche strade è anche una storia di barriere: da una parte ci sono i confini oltrepassati da uomini e donne in cerca di fortuna o di salvezza, dall’altra le vie ancora arrossate dal sangue di vecchi conflitti e i muri innalzati per tenere lontani fantomatici nuovi barbari. Il destino dell’Europa dipenderà proprio dalla nostra capacità – o incapacità – di superare le nostre barriere mentali e di aprirci nuove strade. Il nostro continente è abitato da viaggiatori, esuli, costruttori e visionari molto diversi tra loro, ma tutti noi siamo legati da un filo rosso fatto di timori e speranze condivise.

Approfondimenti:

Bookshelf – Il mestiere di leggere

La recensione di Doppiozero

Un punto di vista diverso: la recensione di Flaneri

2 pensieri su “Per antiche strade

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.