Petali di poesia ottomana

Bentornati o benvenuti nel mio salotto immaginario. Permettetemi di offrirvi una tazza di tè e un fragrante simit. Siete comodi? Bene, allora possiamo riprendere il nostro viaggio alla scoperta della letteratura ottomana. Nella scorsa puntata, grazie alla guida di Turkish literature comprising fables, belles lettres, and sacred traditions (Publick Library Uk, 1901), abbiamo ascoltato saggi consigli e visto in azione degli avvocati truffaldini. Ora è giunto il momento di capire cos’è un beit e di incontrare un usignolo innamorato.

Petali di poesia

La vera chicca di Turkish literature comprising fables, belles lettres, and sacred traditions è rappresentata dalla sezione dedicata alle poesie. Si spazia dalle elegie di sultani a struggenti lamenti d’amore, a versi che celebrano il passare delle stagioni. La traduzione ci impedisce di apprezzare appieno il ritmo di questi componimenti, ma il fascino delle loro immagini e similitudini resta intatto.

La lirica ottomana, ai miei occhi, è una terra incognita. Tanto per cominciare, non conosco la tradizione letteraria persiana a cui è legata a doppio filo. La prefazione della mia antologia mi ha lasciata completamente al buio, così ho deciso di affidarmi a un altro volume: Ottoman literature – the poets and poetry of Turkey (Public Library Uk) di Gibb. Questa raccolta di poesie mi ha permesso di chiarire alcuni dubbi, ma le zone d’ombra restano molte. Vi invito quindi a prendere le mie parole come una semplice introduzione a un mondo complesso, che non ho la pretesa di poter comprendere sino in fondo.

Iniziamo col chiarire il significato di alcune parole chiave:

  • Divan: il libro in cui vengono raccolti i versi di un poeta.
  • Beit: il distico, la base fondante della poesia persiana e ottomana. Questi due emistichi, di uguale lunghezza, possono venire paragonati a delle perle infilate su un filo: tra un beit e l’altro può non esserci alcun collegamento, perché il valore della collana non sta tanto nel filo quanto nelle singole perle che la compongono.
  • Ruba’i: un breve componimento di quattro versi, che termina con un arguto epigramma. Nazim Hikmet ha utilizzato questo metro – tipico della lirica arabo-persiana – nelle sue Poesie d’amore (vedi Violetta.net).
  • Gazel (o Ghazal): il metro più popolare tra i poeti persiani ed ottomani. Il gazel è una breve ode, di solito composta da un minimo di cinque sino a un massimo di dodici distici. Quali sono i soggetti tipici di queste liriche? La bellezza dell’amata e la disperazione provocata dalla sua assenza, il lamento dell’amante infelice, i piaceri del vino, l’incanto della primavera, le dolci canzoni degli usignoli, la brevità della vita umana e la vanità delle cose terrene. In un singolo gazel possono anche venire toccati tutti questi temi: il poeta può decidere di dedicare a ognuno di essi uno o due beit.
  • Temi ricorrenti. I gazel, così come alcuni sonetti della nostra tradizione poetica, possono apparire piuttosto stereotipati: i temi sono limitati, così come i modelli. Solo un poeta davvero originale può riuscire a comporre centinaia di piccole odi, incentrate sugli stessi argomenti, senza ripetersi e senza finire coll’imitare i suoi “colleghi di penna”.
  • Allegorie. I testi dei gazel sono ingannevoli: a un primo sguardo, si potrebbe pensare che questi componimenti siano lascivi e degni di un baccanale, ma dietro il livello letterale di questi versi se ne cela anche uno allegorico. Ogni parola nasconde un preciso significato mistico o spirituale: l’amata è Allah; l’amante e l’Uomo; le labbra di rubino sono le parole ineffabili di Dio; il coppiere è la guida spirituale e così via.
  • Amori reali e/o spirituali. Solo prendendo in esame anche il livello allegorico, è possibile comprendere il vero significato che i grandi poeti persiani e ottomani attribuivano alle loro composizioni. Va però detto che molti scrittori, soprattutto in Persia dove i costumi erano più rilassati, probabilmente volevano anche che le loro parole venissero prese alla lettera. Queste opere, sia che cantino un amore reale o un amore spirituale, rimangono comunque estremamente affascinanti e rappresentano una finestra aperta su un’altra cultura.
  • Similitudini: la poesia turca è caratterizzata da similitudini e metafore convenzionali. Per esempio, una bella donna viene sempre paragonata alla luna, mentre i suoi capelli sono una nuvola scura che vela il volto dell’astro. Il talento del poeta ottomano non si manifesta tanto nell’invenzione di nuove metafore, quanto nella sua capacità di combinare in modo innovativo queste formule stereotipate e di utilizzarle in modo creativo.
miniatura pittori ottomani

Dopo questa premessa, possiamo finalmente goderci alcune perle poetiche. La nostra rassegna si apre con una poesia dedicata all’autunno, On Autumn di Lami’l, un poeta che possedeva un sincero e ardente amore per la natura (perdonate la mia goffa traduzione):

Each vine-leaf paints its face, bride-like, with gold ink;/ The brook doth silver anklets round the vine link./ The plane-tree hath its hands, with hinna, red dyed (…) [Ogni foglia di vite si dipinge il viso, come un sposa, con inchiostro dorato; Il ruscello inanella cavigliere d’argento ai piedi della vite. Il platano si tinge le mani di rosso con l’henné.]

Permettetemi ora di presentarvi un trio di poeti alle prese con il loro Amore. Nejati, in un ruba’i, invia un fazzoletto alla sua amata: l’elegante foulard dipinto dovrà fare le sue veci baciando la bella. Sheykui, nel poema Khusrev and Shirin, ci parla di una dama dai capelli scuri che possiede la stessa bellezza incantata della luna: davanti ai suoi riccioli fluenti, un re si accende d’amore sino a diventare un sole. Infine, Fuzuli si strugge per una dama dagli occhi bistrati.

Infine, ecco alcuni petali sparsi di gazel: Ahmed Pasha ci ricorda che non c’è rosa senza spine (O thou seeker of the rose’s company without thorn’s pain?); uno “shakespeariano” Ziya Beg osserva quel gran teatro che è il mondo (A theatre that vieweth many and many an act and play is earth); Muhibbi (non de plume del sultano Solimano I) paragona la bocca della sua amata a un forziere ricolmo di perle e rubini (Thy mouth, a casket fair of pearls and rubies,/Thy teeth, pearls, thy lip coral bright resembles).

La rosa e l’usignolo

Il nostro viaggio tra le belle lettere turche si conclude con un lungo poema di Mohammed Fasli, The Rose and the Nightingale (Gul and Bulbul), ispirato a un antico mito persiano.

Se avrete la pazienza di arrivare sino in fondo al lungo proemio di quest’opera, verrete ricompensati da una storia incantevole e carica di pathos: il povero Usignolo si innamora di una splendida principessa, la bellissima Rosa. Il suo, ovviamente, è un amore disperato, lacerante: l’uccellino viene fatto prigioniero e rinchiuso in una gabbia. In seguito a mille vicissitudini, i due innamorati si riuniranno, ma la loro felicità avrà breve durata: nessuno può sfuggire al volere del fato.

In una delle sequenze più affascinanti dell’opera, Fasli dà vita a una vera e propria guerra tra le stagioni dell’anno. Il primo a muovere l’attacco al giardino-regno della principessa Rosa è l’implacabile Re Agosto (scusate di nuovo la mia traduzione alla bella e buona):

The thorns in hand their pricking arrows held./ Even the cypress now prepared for war,/ Stood ready with her needles like a lance./ The tulips spread their petals like a bow (…). [Le spine incoccarono i loro archi pungenti. Persino il cipresso si preparò alla guerra e si mise in posizione con i suoi aghi simili a lance. Il tulipano tese i suoi petali come un arco.]

Poi è il turno dell’Autunno che scaccia Agosto e riveste tutti i sudditi-fiori con caftani dorati. Autunno è però destinato a sua volta a venire sconfitto da Inverno, che, infine, verrà detronizzato da Primavera, il legittimo signore del giardino, nonché padre della Rosa.

Fasli, dopo aver deliziato i suoi lettori con questa struggente favola, rivela il significato nascosto del suo poema: Primavera è l’Intelletto; sua figlia Rosa è l’ingegno; il giardino è il simbolo di una vita trascorsa in mezzo al lusso; l’Usignolo è il cuore umano che aspira ad ottenere l’ingegno, fonte di perfezione. Secondo alcuni studiosi, quest’opera potrebbe anche essere interpretata anche come un’allegoria religiosa: in quest’ottica, la Rosa diventa un emblema di Dio, mentre l’Usignolo è l’anima che anela a Lui.

Dopo aver illustrato il senso allegorico del suo componimento, il poeta conclude The Rose and the Nightingale “tirandosela un poco”:

Each verse is like a gayly-painted rose,/ And Bulbul is the guardian of the grove/. The letters like to cedars stand in line,/ The lines run o’er the page like rivulets. (…) [Ogni verso è simile a una rosa dai petali vivaci, E l’usignolo è il guardiano del boschetto, le lettere stanno in fila come cedri, i versi corrono lungo la pagina come ruscelletti.]

Io, invece, voglio concludere questo post ringraziandovi per avermi accompagnata in questo viaggio. Posso solo sperare che i miei articoli, nonostante tutti i loro limiti, vi abbiano fatto venir voglia di scoprire il retroterra culturale dei più celebri autori turchi contemporanei.

Approfondimenti

Poesia d’amore turca e persiana – Il giro del mondo attraverso i libri

Nedîm. La canzone d’Istanbul nel primo Settecento. Odi, canti, liriche dal Corno d’oro – Giampiero Bellingeri

Poesia femminile turca: dall’età ottomana a quella contemporanea – Margutte

Poesia Turca-Persiana – Poesia mondiale

Poesia turca contemporanea – L’ombra delle parole

10 pensieri su “Petali di poesia ottomana

  1. Sei riuscita molto bene a farci conoscere questi concetti!! Mi viene in mente il mio amato Lorca, che tanto ha assimilato questa cultura poetica araba e persiana (ben presente nella cultura andalusa), che ha poi concretizzato nella sua raccolta di poesie “Divan del Tamarit”, con Gacelas e Casidas.

    Piace a 2 people

  2. Pingback: Nostra celeste cupola – Il verbo leggere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.