Strange Grace

Una foresta oscura. Un inquietante albero magico. Un patto col diavolo. Un villaggio sperduto nel nulla. Tre eroi disposti a infrangere le regole. Ci sono cliché capaci di stregare i lettori: Strange Grace di Tessa Gratton (Simon&Shuster, 2015) racchiude alcuni tòpoi-incantesimi a cui non so resistere. Questa suggestiva fiaba dark è una lettura perfetta per l’autunno.

La premessa di Strange Grace è affascinante: ogni sette anni, durante la notte della “Luna del Massacro”, gli abitanti di Three Graces inviano un Santo, il giovane dal cuore più puro del villaggio, nella foresta che circonda l’abitato. Il Santo dovrà correre nel bosco dall’alba al tramonto, sapendo che potrà morire e che, se anche dovesse sopravvivere, non sarà mai più lo stesso. In virtù di questo sacrificio, il Diavolo che abita nella foresta benedirà il paese, proteggendolo da ogni calamità, sino alla prossima Slaughter Moon.

Tutti i giovani di Three Graces conoscono a memoria la leggenda di Grace, la strega che ha stretto il patto con il dio/diavolo della foresta, offrendogli il suo cuore. Grazie a lei, il villaggio è rimasto al sicuro dalla peste, dalla carestia e da ogni male per centinaia di anni. La vita nel paesino scorre serena: ogni giorno è uguale al precedente. Gli abitanti sono attraversati da un fremito di paura solo nella notte fatale in cui uno dei ragazzi di Three Graces viene consacrato come Santo e sacrificato per il bene comune.

Rhun Sayer è cresciuto con la consapevolezza di essere destinato al macello: nella sua famiglia si sono susseguiti numerosi santi. Nonostante abbia una spada di Damocle sempre sospesa sulla testa, il nobile e altruista Rhun non ha permesso al timore della morte di oscurare il suo cuore: ha deciso di vivere il più intensamente possibile ogni giorno che lo separa dalla prossima “Luna del massacro”.

Tutti i conoscenti di Rhun sono certi che lui sarà il prossimo santo e sono disposti a sacrificarlo, pur di rinnovare il patto. Tutti tranne due persone che sembrano essere nate per mettere sottosopra un villaggio in cui ognuno sa quale ruolo gli spetta sin dalla nascita. Da una parte c’è Mairwen, la strega, una discendente della leggendaria Grace: una ragazza determinata, “strana” e intrepida, da sempre attratta dalla foresta. Dall’altra c’è il pungente e sarcastico Arthur Couch, un giovane che è stato allevato come una ragazza, per sfuggire al fato di santo, e che vorrebbe poter essere libero di scegliere da solo chi essere, chi amare e a quale genere appartenere.

Rhun ama la dolcezza e la forza di Mairwen. Rhun è innamorato anche di Arthur, perché riesce a vedere il cuore d’oro che si nasconde dietro il suo sorriso sarcastico, ma non può amarlo alla luce del sole. La strega è attratta sia dall’aspirante santo, bello come il sole e perfetto, sia dal pungente Couch. Arthur è pronto a mordere le labbra rosso mela di Mairwen, ma non osa baciare Rhun.

Il vincolo d’amore e di amicizia che unisce i tre ragazzi è così forte da rischiare di mandare in frantumi il piccolo, perfetto e claustrofobico mondo di Three Graces. La forza dei loro sentimenti potrebbe spezzare il cerchio insanguinato in cui gli abitanti del villaggio si sono rinchiusi per tenersi al riparo non solo dalle calamità, ma anche dai cambiamenti. Una serie di eventi infausti, che culmineranno in una notte del sacrificio anticipata, spingeranno Mairwen e Arthur a osare l’impensabile e a portare luce segreti sconvolgenti. Chi è davvero il Diavolo della foresta?

Strange Grace rientra nel filone dei Young Adults, dei romanzi per ragazzi, ma, grazie alle sue atmosfere oscure, a uno stile evocativo e alla caratterizzazione dei suoi personaggi, può rivolgersi anche a una platea più ampia di lettori. Questo libro affonda le sue radici non solo nel genere fantasy, ma anche nelle pagine più oscure dei fratelli Grimm: è una fiaba dark capace di stregare sia gli adolescenti che gli adulti.

La scrittura di Tessa Gratton è tanto semplice e fluida quanto elegante e suggestiva. Alcune metafore della scrittrice sono forse un po’ troppo azzardate e quasi grottesche, ma tutte le sue descrizioni possiedono la stessa forza evocativa dei fotogrammi di un film di Guillermo del Toro:

She gazes out at the forest. This near to winter, the leaves curl yellow and orange as far as her eyes can see, to the distant shoulders of mountain and hazy blue sky. (…)
It is a silent, strange wood, a crescent of dark shadows and ancient trees embracing the town of Three Graces (…). And in its deeper center, the Bone Tree rises higher than the rest, with barren branches, gray as ghosts. Every seven years a handful of leaves bloom just at the top, turning red as if some sky-giant has shed drops of blood.

Gratton è riuscita a dare vita a uno stuolo di sinistre creature – strani ibridi fatti di piume, fiori, spine e corna – e a immaginare un albero in cui sono incastonati, come gioielli, teschi e ossa che si farà strada negli incubi di molti lettori. Per non parlare delle inquietanti e fantasmagoriche metamorfosi, in cui si avverte l’eco di Ovidio, che si verificano nella foresta.

apollo e dafne bernini
Di Da Gian Lorenzo Bernini – Guilherme Jofili, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16111540

Diversi lettori si sono lamentati del pacing, del ritmo narrativo, di Strange Grace: in effetti, dopo alcuni capitoli adrenalinici, che culminano nella notte della Slaughter Moon, la trama rallenta inesorabilmente, per riprendere a scorrere più rapidamente solo verso il finale. Eppure la tensione non scema mai del tutto: la foresta rimane sempre ai margini della pagina e continua ad esercitare il suo fascino oscuro sul lettore, spingendolo a proseguire la lettura.

La scelta di narrare il momento clou della trama attraverso una serie di flashback, all’inizio piuttosto confusionari, potrebbe far storcere il naso, ma è fondamentale per mantenere intatto sino alla fine l’alone di mistero che circonda Three Graces e il Diavolo (anche se un personaggio sospetto salterà subito all’occhio dei lettori più smaliziati). All’inizio queste schegge impazzite di memoria infastidiscono, ma, di pagina in pagina, iniziano a formare un mosaico che acquisterà senso negli ultimi capitoli.

Strange Grace, come tutte le fiabe, nasconde un messaggio profondo: è un invito a rimettere in discussione regole che crediamo immutabili e ad apprezzare il cambiamento. Gratton ci esorta anche a riflettere su temi importanti come l’identità e la questione di genere: ognuno deve essere libero di scegliere chi vuole essere e di rifiutare i ruoli che vengono tradizionalmente assegnati agli uomini e alle donne.

Gli eroi di Gratton sfidano ogni convenzione e mandano in crisi ogni categoria prestabilita. Arthur, in particolare, mette in luce i limiti di una società binaria e tradizionalista. Il giovane si è visto imporre per ben due volte un genere: prima gli è stato fatto credere di essere una ragazza, poi è dovuto diventare all’improvviso un uomo. In realtà, Arthur potrebbe essere non binario, ma è stato costretto a seguire le regole di una società in cui i maschietti devono comportarsi in un modo e le femminucce in un altro. Quando deciderà scegliere da solo chi vuole essere, spingerà diversi suoi coetanei a rimettere in discussione quelle regole.

Strange Grace è una lettura autunnale che mi sento di consigliare a tutti i lettori “strani”, irregolari e ribelli. Questo libro fa al caso vostro se:

  • amate le atmosfere alla Over the Garden Wall
  • siete dei fan di Kuroshitsuji e/o di Castlevania
  • non sapete resistere al richiamo di una foresta oscura
  • cercate una storia con un cast “diverse&inclusive

P.S. Io odio i personaggi perfetti e santarellini, quindi non riesco proprio a spiegarmi come Rhun sia riuscito a farsi strada nel mio cuore.

Approfondimenti:

Sino al 31 ottobre, potete leggere Strange Grace, gratuitamente e in lingua originale, su Riveted.

Il sito ufficiale dell’autrice

Recensioni su Goodreads

Horns, Feathers, and Scales: Reclaiming Genderqueer Monstrousness – Tor.com

6 pensieri su “Strange Grace

  1. L’ambientazione mi ha fatto pensare un po’ al film The Village, almeno alla prima metà, incrociato con qualsiasi storia di capri espiatori (anche se qui il capro sembra essere ben altro XD ).
    Sembra una storia interessante, solo mi chiedo come mai la tradizione preveda esclusivamente un sacrificio maschile e non uno femminile, visto che questo scellerato accordo è partito da una strega.
    Comunque, non mi dispiacerebbe leggerlo, sembra interessante (specie dopo dozzine di libri in cui Young Adult sembra coincidere con distopie glitterate o cattivi ragazzi bellissimi & tatuati fino al midollo 😛

    Piace a 1 persona

    1. La tradizione del sacrificio maschile viene spiegata ampiamente e messa in discussione nel corso del libro ;).
      Per fortuna non è il solito Young Adult: di tanto in tanto, anche questo genere regala delle chicche (penso anche a libri come Aristotele e Dante scoprono i misteri dell’universo).

      Piace a 1 persona

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