Leggende serbe 2/2: eroi e fiabe

Benvenuti alla seconda parte dello speciale dedicato a Hero Tales and Legends of the Serbians di Woislav M. Petrovitch (Storie di eroi e leggende serbe). Dopo aver incontrato le affascinanti Veela e gli antichi bardi, oggi impareremo a conoscere il più famoso tra gli eroi serbi e ci immergeremo nel magico folklore dei Balcani.

Eroi nazionali

Il più celebre tra i paladini serbi è il temibile principe Marco, nato tra le  mura del castello di Scutari. Stando alla tradizione, il principe avrebbe ereditato il suo eroismo e le sue virtù dal suo glorioso e avventuroso zio materno: il cavaliere Momchilo. Però, secondo un’altra leggenda, altrettanto popolare, l’eroe sarebbe in realtà il figlio di una Veela, di una regina delle fate, e di un drago, il che spiegherebbe la sua tremenda forza e la sua strabiliante resilienza.

Nelle leggende a lui dedicate, Marco sconfigge nemici a destra e a manca, soccorre fanciulle bisognose e incute timore nel cuore di una Veela che ha osato ferire un suo leale compagno. Il principe trova persino il modo di liberare dei poveri innamorati dal giogo di un’odiosa tassa matrimoniale. Dopo innumerevoli avventure, il nostro eroe, a malincuore, deve decidersi a morire. La sua fama però non muore con lui e alcuni poeti lo fanno persino “resuscitare”: secondo alcuni bardi, Marco si è semplicemente ritirato in una caverna, vicino al suo castello di Prilip.

Le storie legate alla scomparsa del paladino hanno più di un punto di contatto con il mito di Re Artù: secondo la tradizione, di tanto in tanto, Marco si sveglia e controlla se la spada che ha conficcato in una roccia è ancora al suo posto. Quando la lama uscirà dal suo fodero di pietra, l’eroe saprà che per lui è venuto il momento di ritornare tra i vivi e di riconquistare l’impero perduto durante la battaglia del Kosovo. Purtroppo, il ricordo indelebile di quella sconfitta ha contribuito a dare origine ai conflitti che hanno insanguinato i Balcani nel corso del Novecento.

Fortezza di Prilip
Le rovine di Prilip – By Petar Milošević – Transferred from sr.wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8391776

Menzione d’onore per un altro paladino serbo: Banotovich. Ho deciso di presentarvelo non tanto per il suo coraggio quanto perché è meglio non seguire il suo esempio in campo matrimoniale. Dopo essersi recato in visita a un parente, il prode scopre che sua moglie è stata rapita, o meglio, che ha deciso di fuggire assieme al temibile Vlah-Ali. Banotovich si mette sulle tracce dell’infedele sposa e sfida a duello il suo rivale. Visto che nessuno dei due avversari riesce ad avere la meglio sull’altro, il geniale paladino chiede alla sua agrodolce metà di tagliare la testa dell’uomo che non ama. Riuscite a indovinare per chi parteggerà la sposa infedele?

Banotovich riuscirà a sopravvivere alla tenzone ma, non pago della lezione, non rimetterà in discussione il suo ménage matrimoniale e riprenderà al suo fianco l’infida mogliettina. La leggenda si interrompe qui, ma posso facilmente immaginare un sequel in cui la dolce sposa escogita nuovi e sempre più fantasiosi sistemi per sbarazzarsi del suo invincibile marito. Se tua moglie non vede l’ora di decapitarti, forse è il caso di lasciarla…

Due matrimoni problematici

Nella ballata Il matrimonio di Maximus Tzrnoyevitch assistiamo a delle “nozze con l’inganno”. Un re promette in sposo suo figlio Maximus a una bellissima fanciulla, assicurandole che il suo figliolo è un ragazzo decisamente affascinante, ma, una volta tornato nel suo regno, scopre che il giovane è stato sfigurato dal vaiolo.

Dopo aver tentennato per lunghi anni, il sovrano decide di ricorrere a un espediente: il suo prode paladino Milosh interpreterà il ruolo del principe, mentre il vero sposo si farà avanti solo quando la principessa avrà già lasciato il castello natio. L’imbroglio andrà a buon fine e, soprattutto, come reagirà la sposa? Esistono diverse versioni di questa storia: starà a voi decidere la vostra preferita.

abito da sposa tradizionale Serbia
Un tradizionale abito da sposa – By Orjen – Own work, CC BY-SA 3.0, Wikimedia.

La seconda ballata, Il matrimonio del potente Tsar Doushan, che come si vedrà tanto potente non è, è incentrata su una serie di insidiose sfide che devono venire superate per vincere la mano della sposa. Lo zar non muoverà un dito: il suo giovane nipote che, per inciso, non era nemmeno stato invitato alle nozze, sgobberà al posto suo.

Folklore

Il capitolo più affascinante di Hero Tales and Legends of the Serbians è sicuramente quello dedicato alla fiabe serbe, perché è possibile trovare molti punti di contatto con la raccolta dei Fratelli Grimm. Gli “ingredienti base” (le ripetizioni, le prove da superare, gli aiutanti magici e gli animali parlanti) del “c’era una volta” sono presenti all’appello, ma è possibile rintracciare anche elementi tipicamente balcanici e personaggi particolari, come la volpe capace di trasformarsi in un gatto, che paiono occhieggiare al folklore dell’estremo oriente.

La più interessante tra le storie riportate da Petrovitch è sicuramente Pepelyouga, strano ibrido tra la fiaba di Cenerentola e quella di Tremotino. Un brutto giorno, la sbadata protagonista della novella lascia cadere un fuso in un burrone: incredibile a dirsi, in seguito a questo incidente, sua madre si tramuta in una mucca! Come da tradizione, il padre della ragazza, invece di disperarsi, si risposa con un’acida matrigna che impone alla fanciulla una serie di prove assurde. Per fortuna la nostra bella, con l’aiuto della sua madre-madrina-mucca riuscirà a superare ogni avversità e troverà il suo principe azzurro in… una chiesa!

Cenerentola illustrazione

Menzione d’onore: La fanciulla più saggia dello zar. Le leggende e le ballate serbe sono piuttosto misogine (le donne hanno poco cervello, sono deboli, infedeli, ecc.), ma questa fiaba, incentrata su una ragazza incredibilmente saggia, capace di mettere sotto scacco persino un sovrano, riscatta almeno in parte l’altra metà del cielo. Vi riporto solo uno degli indovinelli che lo zar sottopone all’astuta fanciulla: riuscite a indovinare che cosa può essere sentito da una grande distanza? Soluzione. Due cose: un fulmine e una bugia!

Un ultimo aneddoto

Concludo questa rassegna con un aneddoto che controbilancia un po’ lo sciovinismo imperante nel volume: Perché i serbi sono poveri? Perché quando Dio ha distribuito tra gli uomini “tutto ciò che c’è di buono al mondo”, concedendo ad ogni popolo un solo dono, i serbi, invece di esprimere la loro richiesta, hanno chiesto del tempo per riflettere sul loro desiderio e continuano tutt’ora a rimuginare sulla questione. Ho qualche dubbio riguardo a questa storiella, perché, a quanto pare, noi italiani abbiamo chiesto in dono “la Saggezza”: mi sa che ce la siamo persa per strada…

Approfondimenti:

Serbian Epic Poetry – Wikipedia 

Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa 

Serbia – The Culture Trip 

Articoli dedicati alla Letteratura serba (contemporanea) su Il mestiere di leggere 

8 pensieri su “Leggende serbe 2/2: eroi e fiabe

    1. Ciao Ivana, potresti dare un’occhiata a questi titoli >https://www.eastjournal.net/archives/98593 e in generale al sito Osservatorio Balcani
      >https://www.libraccio.it/libro/9788862802338/giacomo-scotti/favole-e-leggende-dai-balcani-slovenia-istria-croazia-bosnia-ed-erzegovina-vol-2.html
      Ti consiglio anche di rivolgerti al nostro collega blogger Aussie Mazz (Delirium Corner): se non ricordo male, un po’ di tempo fa, si era interessato di leggende e ballate serbe.
      Fammi sapere :). Se trovo altro ti dico.

      "Mi piace"

  1. Hai fatto un grandissimo lavoro su queste tematiche. Da parte mia, un gigantesco grazie perché mi aiuta a completare la ricerca che sto facendo.
    Le ballate sono un sostrato culturale molto importante nei Balcani, vengono dalla tradizione e si rinnovano nella letteratura contemporanea perché certi temi sono senza tempo. Lo si vede molto bene nel romanzo della Ibrahim che ho appena letto, che inizia proprio su una vecchia ballata.
    Grazie anche per la citazione. La ricambio per completare il mio post… 😊

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: Viaggi letterari – Balcani – Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

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