Il guardiamarina Hornblower

Immaginate che esistano due versioni di voi: quella che, ogni mattina, si alza col piede giusto e quella che si si sveglia perennemente di cattivo umore. Ci sono due Horatio Hornblower, opposti e complementari: il protagonista della saga marinaresca di C.S. Forester e il personaggio interpretato da Ioan Gruffudd. In questo post metterò a confronto Mr. Midshipman Hornblower (Penguin Books, 2017) e il suo alter ego televisivo.

Perché vale la pena di leggere Il guardiamarina Hornblower

Per anni mi sono tenuta alla larga dai libri di Forester: dopo aver letto Commodoro e Lord (Bur Rizzoli, 2002), mi ero resa conto che l’Horatio letterario è distante anni luce dalla sua eroica e patinata versione televisiva. La mia fissazione per la Age of Sail non è svanita nel corso del tempo: ho continuato a seguire blog a tema marinaresco. Un post dedicato a Il guardiamarina Hornblower mi ha spinta a dare una seconda chance all’Horatio “originale”: avevo letto solo l’ultimo capitolo della sua carriera navale, quindi mi è sembrato giusto rincominciare dai suoi esordi.

La lettura si è rivelata decisamente più piacevole del previsto: se possibile, ha rinfocolato ulteriormente la mia passione per la letteratura di mare. Forester ha scritto questa sorta di prequel quando la sua saga marinaresca “aveva già preso l’abbrivio”: solo allora ha deciso di fare un salto indietro nel tempo e di raccontare le “origini” del suo capitano. La qualità del romanzo, costituito da brevi capitoletti-episodi, si spiega proprio grazie alla sua genesi tardiva: a quel punto, l’autore aveva imparato a conoscere a fondo il suo problematico eroe e, allo stesso tempo, aveva affinato il suo stile.

Il Forester de Il guardiamarina Hornblower è un autore navigato, capace di destreggiarsi tra descrizioni marinaresche, passaggi introspettivi e paragrafi venati di una sottile ironia. In Commodoro e Lord lo scrittore è un tantino verboso e tende a sommergere il lettore con una marea di intricate tattiche navali, invece in questo prequel la sua scrittura è scorrevole, fluida e scevra di tecnicismi: questo è il libro perfetto per chi non vuole dover fare ricorso ogni due per tre a un dizionario marinaresco.

gif nave

Sulla soglia dell’opera, lo scrittore stupisce noi lettori, in attesa di spiegare le vele, con la presentazione più memorabile che sia mai stata dedicata a un personaggio letterario. Horatio viene paragonato a un mucchio di spazzatura:

(…) the boat had an officer on board—presumably the huddled figure in the sternsheets looking more like a heap of trash with a boat-cloak thrown over it.

[ (…) il battello aveva a bordo un ufficiale: verosimilmente la figura raggomitolata in poppetta, che sembrava piuttosto un mucchio di roba vecchia con un cappotto di navigazione buttato sopra (Il guardiamarina Hornblower, BUR)]

Un titolo alternativo per il primo capitolo del libro potrebbe essere I dolori del giovane Hornblower. Il diciassettenne Horatio inizia la sua carriera nella Regia Marina britannica sotto i peggiori auspici: è timido, introverso e, ciliegina sulla torta, soffre sia di mal di mare che di vertigini. Questo adolescente sgraziato e segaligno non sembra proprio avere la stoffa dell’uomo di mare, del capitano coraggioso capace di dare del filo da torcere all’esercito francese.

Una volta salito a bordo della Justinian, la sua prima nave, il nostro disgraziato (anti) eroe viene preso di mira dal bullo di turno: il guardiamarina Simpson, un individuo meschino, brutale e pieno di risentimento per l’ennesima mancata promozione. Per fare carriera nella Royal Navy bisogna essere dotati di una mente agile, di un’ottima memoria e di buone capacità matematiche: Simpson ha nessuna di queste qualità. Il giovane Horatio, ovviamente, possiede tutte queste doti, ma ha bisogno di fare esperienza e deve riuscire ad adattarsi alla severa disciplina che regola la vita su vascello da guerra.

age of sail

L’orgoglioso Hornblower non può tollerare le angherie di Simpson, così decide di assumere un rischio calcolato, di mettere in gioco la vita pur di liberarsi del suo tormentatore: sfida Simpson a duello e riesce ad imporgli una condizione particolare. Questo strano confronto, pianificato con rigore matematico, è un importante indizio rivelatore del carattere di Horatio: la sua mente logica e il sangue freddo convivono con un cuore byroniano.

Non vi dirò nulla riguardo l’esito del duello, che, d’altro canto potrete almeno in parte immaginare (il protagonista del libro non può tirare le cuoia durante il primo capitolo). Vi dirò solo che questa sfida è solo la prima delle tante che attendono il giovane Hornblower. Il guardiamarina scoprirà presto che la vita in marina non è altro che una continua crisi: mentre si fanno i conti con l’emergenza del momento, bisogna già iniziare a prepararsi per la prossima situazione critica. Impossibile annoiarsi: noi lettori, così come Horatio, dobbiamo sempre stare all’erta.

Navi incendiate, attacchi a sorpresa, la minaccia della peste (ebbene sì): la nascente carriera di Hornblower è costellata di avventure e disavventure. Nonostante il nostro protagonista sia decisamente introverso, scontroso e un tantino antipatico, è impossibile non provare simpatia per lui: è facile riconoscersi nelle sue nevrosi. Horatio riesce sempre a mantenere il controllo e a mostrarsi sicuro di sé davanti ai suoi uomini: esternamente è un ghiacciolo, ma dentro di lui bruciano le fiamme della passione e dell’ansia.

Il guardiamarina Hornblower è un viaggio nella mente di un giovane dal carattere sfaccettato. Forester, attraverso questa serie di vignette, ha scavato nella psiche del suo protagonista regalando nuova profondità al personaggio che ha sancito la sua fortuna di scrittore marinaresco. Se non avete mai “incontrato” Horatio, questo è il libro perfetto per fare la sua conoscenza, per capire cosa passa per la sua testa.

Oltre che per l’eccellente caratterizzazione del protagonista, vale la pena di leggere questo romanzo anche per la sua ambientazione storica. Forester è riuscito a mettere in luce sia i fasti sia le miserie della Rivoluzione francese: ha raschiato via la patina dorata della gloria e dell’onore per mostrare ai lettori anche il sangue versato e il tributo, fisico e psicologico, richiesto a ogni militare.

Horatio vs Horatio: libro e serie tv a confronto

Il guardiamarina Hornblower ha fornito lo spunto per i primi quattro episodi della miniserie: The Even Chance, The Examination for Liutenant, The Dutchess and the Devil, The Frogs and Lobsters. Gli sceneggiatori hanno però liberamente rielaborato il materiale di Forester: mettendo a confronto il testo originale e la trama delle puntate si notano delle lampanti “infedeltà” che, probabilmente, hanno fatto inorridire i fan dei romanzi. Per una volta, incredibile a dirsi, non mi schiero dalla parte dei lettori:  penso che la fiction sia molto interessante a livello di sceneggiatura.

Gli autori hanno dovuto rendere meno “episodica” la natura del prequel: i capitoletti sono stati espansi, accorpati e modificati per poter dare vita a quattro storie diverse. La trama delle puntate è decisamente diversa da quella del libro: le premesse sono le stesse, ma l’intreccio si allontana pian piano dalla rotta tracciata da Forester per prendere derive inaspettate, ma affascinanti.

Gli sceneggiatori hanno trasformato quello che, per certi versi, non è altro che un lungo monologo in un dialogo: Horatio aveva bisogno di poter esporre i suoi pensieri a qualcuno e di condividere lo schermo con altri “attori”. I comprimari che Forester aveva solo abbozzato sono così diventati dei personaggi a tutto tondo. Lo stesso Hornblower ha subito una metamorfosi: la possibilità di confrontarsi con degli altri ufficiali e marinai lo ha reso meno scontroso, meno introverso.

L’Horatio televisivo, in queste prime puntate, è più cavalleresco ed eroico rispetto alla sua controparte cartacea: nel suo cuore c’è posto anche per la gentilezza e per l’affetto e non solo per il senso dell’onore. Ammettiamolo, sul piccolo schermo un eroe che zittisce malamente una gentildonna e che sembra sempre sul punto di mandare qualcuno a quel paese non avrebbe fatto un’ottima figura.

giph rude

I produttori, oltre a limare le asperità del carattere di Horatio, gli hanno anche regalato una serie di giornate “col piede giusto” e un corredo di aiutanti capaci di sostenerlo attraverso le continue crisi che è chiamato ad affrontare. Gli autori di Master & Commander, altro titolo imperdibile per gli amanti della Age of Sail, non si sono certo trovati davanti a un simile problema: il capitano Jack Aubrey è un bonaccione, ma, d’altro canto, è stato proprio creato per essere l’esatto opposto di Hornblower.

Nelle ultime puntate, quelle in cui gli eredi di Forester hanno messo lo zampino, la distanza tra i due Horatio si riduce drasticamente: il nostro eroe diventa improvvisamente più cinico e si consacra unicamente all’onore e alla gloria. Da ragazzina sono rimasta scioccata da questo voltafaccia e dal mio primo incontro con Lord Hornblower. Adesso, dopo aver vissuto parecchie giornate storte, mi sento più indulgente nei confronti di questo personaggio complicato e complessato: vale la pena di conoscere entrambe le sue versioni.

Approfondimenti:

La scheda dell’edizione italiana con un estratto di lettura – Bur Rizzoli 

Recensioni su Goodreads 

Ten Interesting Facts about Horatio Hornblower – Anglotopia 

csforester.wordpress.com

9 pensieri su “Il guardiamarina Hornblower

  1. Alessandro Gianesini

    Si continua sull’onda dei romanzi navali, vedo! 🙂

    Comunque, anche se fuori dai radar e forse meno navale, ma molto più “corsaro”, pur se di origine fantasiosa, ti posso consigliare un romanzo in due volumi: “Malaspada, storia di due bastardi”, è di un paio d’anni fa e di un’autrice italiana.
    A me è piaciuto un sacco e visto che gradisci il genere, ti do questa dritta 🙂

    Piace a 1 persona

      1. Alessandro Gianesini

        Grazie per l’anticipazione! 🙂

        Salgari è una mia grande carenza, ma mi è stato caldamente consigliato più volte: peccato che l’estate sia la stagione in cui ho meno tempo per leggere 😦

        Piace a 1 persona

  2. Pingback: 8 libri per lettori navigatori – Il verbo leggere

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